Debiti – difendersi dagli esattori di recupero crediti [Commento 21]

  • SABRI 9 marzo 2010 at 19:10

    Avendo io già la cessione del V in busta paga quando la banca Santander mi concesse un prestito volle la firma di mio marito come garante...Ad aprile 2009 mio marito ha perso il lavoro e ovviamente non riesco a pagare il loro prestito, ho dato fondo a tutti i miei risparmi per pagare fino a gennaio 2010 poi li ho chiamati e ho chiesto se come recita il contratto potevo usufruire dell'assicurazione e mi hanno risposto che quella vale solo se muoio.
    Ora ho un problema serio mi telefonano 50 volte al giorno, oggi dopo la 26esima ho spento il telefono e loro hanno rintracciato, non so come, il numero di mia suocera, facendole prendere un colpo e dicendole che sarebbero andati a casa loro a pignorare ecc. ecc. premettendo che mia suocera non sapeva nulla che non siamo dei bambini, abbiamo più di 50a, che ho detto e ripetuto di non disturbarmi più ma di scrivermi ufficialmente.
    Vi chiedo come posso denunciare le loro minacce e i soprusi tipo andare a telefonare a mia suocera? Devo rivolgermi ai carabinieri? Oppure devo scrivere alla banca dicendogli che se continuano li denuncio? Come e a chi si fa la denuncia? Fra l'altro non ho la prova delle chiamate perché telefonano sempre con il numero privato.
    Grazie anticipatamente per qualsiasi consiglio.
    Sabri

    • cocco bill 9 marzo 2010 at 19:17

      Innanzitutto presenti un esposto denuncia presso P.S. o Carabinieri, citando la testimonianza di qualcuno presente anche ad una sola delle telefonate ricevute da sua suocera.

      Poi presenti al Garante per la Privacy una segnalazione, un reclamo oppure un ricorso. Si tratta di strumenti flessibili e modulabili in ragione del tempo e dell'impegno che il debitore vessato intende profondere.

      Senz'altro costa meno che che chiedere tutele attraverso un avvocato e l'azione sarà senz'altro più incisiva e "dolorosa" per i molestatori.

      SEGNALAZIONE

      Che cosa è e quali diritti tutela

      Quando non è possibile presentare un reclamo circostanziato (in quanto, ad esempio, non si dispone delle notizie necessarie), oppure non si intende proporlo, si può inviare al Garante una segnalazione (art. 141, comma 1, lett. b)), fornendo elementi utili per un eventuale intervento dell'Autorità volto a controllare l'applicazione della disciplina rilevante in materia di protezione dei dati personali.

      Modalità per la presentazione

      La segnalazione può essere proposta in carta libera e non è necessario seguire particolari formalità. Possono essere utilizzati i recapiti indicati nella sezione “Contatta il Garante”.

      Gratuità

      La presentazione di una segnalazione è gratuita.

      RECLAMO

      Che cosa è e quali diritti tutela

      Il reclamo al Garante è, invece, un atto circostanziato con il quale si rappresenta all'Autorità una violazione della disciplina rilevante in materia di protezione dei dati personali (art. 141, comma 1, lett. a)). Il reclamo può essere proposto sia quando non si è ottenuta una tutela soddisfacente dei predetti diritti di cui all'articolo 7, sia per promuovere una decisione dell'Autorità su una questione di sua competenza. Al reclamo segue un'istruttoria preliminare e un eventuale procedimento amministrativo nel quale possono essere adottati vari provvedimenti (articolo 143).

      Modalità per la presentazione

      Il reclamo può essere proposto in carta libera, ma a differenza della segnalazione va presentato solo utilizzando questo modello e le istruzioni del Garante, utilizzando i recapiti indicati nella sezione “Contatta il Garante”.

      Diritti di segreteria

      Al reclamo va allegata la prova del versamento dei diritti di segreteria, seguendo le indicazioni contenute nel modello.

      RICORSO

      Che cosa è e quali diritti tutela

      Il ricorso al Garante è un atto ancora più formale in quanto la decisione che viene adottata ha particolari effetti giuridici.

      Occorre, in particolare, seguire attentamente quanto prevede il Codice (articolo 147). Il ricorso va presentato solo per far valere i diritti di cui all'articolo 7 del Codice (art. 141, comma 1, lett. c)) e può essere presentato al Garante solo quando la risposta del titolare (o del responsabile, se designato) all'istanza con cui si esercita uno o più dei predetti diritti non perviene nei tempi indicati o non è soddisfacente, oppure il decorso dei termini sopraindicati lo esporrebbe ad un pregiudizio imminente ed irreparabile.

      Diritti di segreteria

      Al ricorso va allegata la prova del versamento dei diritti di segreteria (euro 150,00). Si consiglia di effettuare il versamento utilizzando:

      * conto corrente presso Poste Italiane S.p.A. - IBAN IT 75 Y 07601 03200 000096677000;
      * bollettino di conto corrente postale n. 96677000,

      tutti intestati a “Garante per la protezione dei dati personali”, Piazza di Monte Citorio, 115/121 (00186 Roma), indicando come causale “diritti di segreteria per ricorsi”.

      Spese del procedimento

      A conclusione del procedimento instaurato dal ricorso, se una delle parti lo ha richiesto, il Garante determina l'ammontare delle spese e dei diritti inerenti al ricorso e lo pone a carico, anche in parte, della parte soccombente. Il Garante può compensare le spese, anche parzialmente, se ricorrono giusti motivi.

      La determinazione dell'ammontare delle spese è, per legge, forfettaria (art. 154, comma 4).

      Il Garante ha fissato tale misura forfettaria, anche in continuità con quanto deciso dai precedenti collegi del Garante e al fine di adeguare gli importi a suo tempo stabiliti all'incremento delle spese da sostenere per ricorrere al Garante, nell'importo minimo di euro 500,00 (cinquecento/00), aumentabile sino ad un massimo di euro 1.000,00 (mille/00), in ragione della eventuale complessità dei singoli procedimenti.

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