Le spese scaricabili in dichiarazione redditi per i canoni di locazione

Vediamo quali sono le spese scaricabili in dichiarazione redditi per i canoni di locazione.

Sono previste detrazioni per gli inquilini che affittano un immobile adibito ad abitazione principale, riconosciute e graduate in relazione all'ammontare del reddito complessivo (da 247,90 a 991,60 euro).

Inoltre, per il triennio 2014-2016 sussiste una detrazione a favore degli inquilini titolari di contratti di affitto di alloggi sociali adibiti a propria abitazione principale. La detrazione è complessivamente pari a:

  • 900 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro
  • 450 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,72 e 30.987,41 euro.

Inoltre, ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola di età inferiore ai 35 anni, spetta una detrazione Irpef pari al 19% delle spese sostenute per i canoni di affitto dei terreni agricoli (basta che siano diversi da quelli di proprietà dei genitori), entro il limite di 80 euro per ciascun ettaro preso in affitto e fino a un massimo di 1.200 euro annui.

Infine, va ricordato che a partire dal 2015 è riconosciuta una deduzione delle spese sostenute per l'acquisto di case, effettuato dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, da destinare all'affitto. L'acquisto deve essere effettuato da privati: sono quindi escluse le persone fisiche esercenti attività commerciali.

L'agevolazione consiste in una deduzione Irpef dal reddito complessivo, pari al 20% del prezzo di acquisto risultante dall'atto di compravendita, nel limite massimo di spesa di 300.000 euro (per una deduzione massima, quindi, di 60.000 euro, da ripartire in otto quote annuali di pari importo). L'agevolazione è usufruibile anche con riferimento agli interessi passivi dipendenti da mutuo per l'acquisto dell'unità immobiliare in esame.

Per quanto riguarda la cedolare secca, dal 2014 al 2017 è prevista un'aliquota agevolata del 10% (anziché del 15%) per i contratti di locazione a canone concordato sulla base di appositi accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini relativi ad abitazioni site nei Comuni con carenze di disponibilità abitative e nei Comuni per i quali è stato deliberato, nei cinque anni precedenti il 28 maggio 2014, lo stato di emergenza a seguito del verificarsi degli eventi calamitosi.

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