Dichiarazione dei redditi – comunicazioni di irregolarità [Commento 34]

  • Andrea D.G. 6 marzo 2010 at 17:29

    Circa un anno fa, ho scoperto tramite verifica che il mio commercialista non ha versato ne tasse ed IVA relativi al periodo dal 1989 al 1996.Tale persona ha truffato diversi clienti ed ora non è reperibile.
    Ad oggi io mi ritrovo con cartelle esattoriali aperte per un valore di
    € 100.000,00 circa. Visto che mi piacerebbe sistemare la situazione, nonostante la causatività di ciò non sia mia, vorrei sapere l'iter burocratico che devo intraprendere ed eventuali leggi che possono esistere per avere una tutela riguardo tale truffa che ho subito.
    Grazie per l'attenzione
    Andrea D.G.

    • cocco bill 6 marzo 2010 at 19:16

      Nel caso in cui la violazione è dovuta alla condotta illecita di un professionista iscritto negli appositi albi professionali (nei casi previsti dall'articolo 1, comma 1, della legge 11 ottobre 1995, n. 423), il contribuente truffato può chiedere la sospensione delle sanzioni amministrative irrogate per omesso, tardivo o insufficiente versamento di tributi.

      Per godere di questa agevolazione il contribuente deve presentare alla Direzione regionale delle Entrate competente per territorio un'istanza in carta libera corredata della copia della denuncia prodotta all'Autorità giudiziaria o all'ufficiale di polizia giudiziaria contro il professionista e dell'attestazione dell'avvenuto pagamento dell'imposta e degli interessi iscritti a ruolo.

      Successivamente, se il giudizio penale avviato con la denuncia si conclude con la condanna del professionista, il contribuente truffato beneficia dello sgravio delle sanzioni, il cui pagamento viene intimato al responsabile dell'illecito.

      Se l'imputato viene assolto, il contribuente decade dalla sospensione e deve versare, in aggiunta alle ordinarie sanzioni, anche una maggiorazione pari al 50% delle stesse.

      Se, infine, il procedimento penale si estingue per amnistia o per prescrizione del reato o, comunque, si conclude con una sentenza nella quale si dichiara di non doversi procedere per motivi processuali, il contribuente, per continuare ad usufruire della sospensione, deve promuovere un'azione di risarcimento del danno davanti al giudice civile.

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