Detrazioni per interessi passivi mutui non destinati ad abitazione principale

Se è stato acquistato un immobile locato, la detrazione spetta, a decorrere dalla prima rata di mutuo corrisposta, a condizione che entro tre mesi dall'acquisto, l'acquirente notifichi al locatario l'intimazione di sfratto per finita locazione e che entro l'anno dal rilascio l'immobile sia adibito ad abitazione principale.

Qualora l'immobile acquistato sia oggetto di ristrutturazione edilizia la detrazione spetta dalla data in cui l'immobile è adibito ad abitazione principale che comunque deve avvenire entro due anni dall'acquisto.

Si ha diritto alla detrazione anche se l'unità immobiliare non è adibita ad abitazione principale entro un anno a causa di un trasferimento per motivi di lavoro avvenuto dopo l'acquisto.

Il diritto alla detrazione viene meno a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in cui l'immobile non è più utilizzato come abitazione principale (ad eccezione del trasferimento per motivi di lavoro o del ricovero permanente in istituti di ricovero o sanitari).

Tuttavia, se il contribuente torna ad adibire l'immobile ad abitazione principale, in relazione alle rate pagate a decorrere da tale momento, è possibile fruire nuovamente della detrazione.

La detrazione non compete nel caso in cui il mutuo sia stato stipulato autonomamente per acquistare una pertinenza dell'abitazione principale.

La detrazione è anche riconosciuta per gli interessi passivi corrisposti da soggetti appartenenti al personale in servizio permanente delle Forze armate e Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché a quello dipendente dalle Forze di polizia ad ordinamento civile, in riferimento ai mutui ipotecari per l'acquisto di un immobile costituente unica abitazione di proprietà, prescindendo dal requisito della dimora abituale.

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  • utente 27 luglio 2012 at 10:14

    Io e mia moglie abbiamo contratto un mutuo ipotecario per la costruzione di prima casa nel 2008. Il mutuo è cointestato, mentre la casa è intestata solo a mia moglie. Per il calcolo del recupero del 19% degli interessi passivi, nella dichiarazione dei redditi, può mia moglie ascrivere il 100% della deducibillità o deve indicare solo il 50 per cento? Preciso che gli interessi passivi sono più che doppi rispetto al tetto detraibile. Se il calcolo viene effettuato sul 50% del mutuo, essendo cointestatari, di fatto a mia moglie spetta il 50% di interessi passivi, cifra che eccede il tetto. È corretta la mia interpretazione?

    • Carla Benvenuto 28 luglio 2012 at 10:16

      In caso di cointestazione del mutuo contratto per la costruzione dell'abitazione principale, la detrazione deve essere ripartita fra i mutuatari in proporzione alla propria quota (comma 4,articolo 1 del Dm 311/1999), fermo restando il limite complessivo di 2.582,28 euro, previsto dal comma 1-ter dell'articolo 15 del Tuir. Pertanto, la moglie, unica proprietaria dell'unità abitativa e intestataria al 50% del mutuo ipotecario, potrà beneficiare della detrazione degli interessi passivi calcolata, in misura pari a quest’ultima percentuale, sull'importo citato, a nulla rilevando che l'altro mutuatario non abbia diritto a conseguire la detrazione sulla quota di interessi di sua spettanza, e neppure che l'insieme degli interessi passivi sia di entità superiore al limite di legge.

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