Dichiarazione dei redditi - Sanzioni

Si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 258,00 a euro 2.065,00, se nella dichiarazione sono omessi o non sono indicati in maniera esatta e completa dati rilevanti per l'individuazione del contribuente o, se diverso da persona fisica, del suo rappresentante, dati rilevanti per la determinazione del tributo, oppure non è indicato in maniera esatta e completa ogni altro elemento prescritto per il compimento dei controlli (articolo 8 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, numero 471).

Se nella dichiarazione è indicato un reddito imponibile inferiore a quello accertato, o, comunque, un'imposta inferiore a quella dovuta o un credito superiore a quello spettante, si applica la sanzione amministrativa dal 100 al 200 per cento della maggiore imposta o della differenza del credito. La stessa sanzione si applica se nella dichiarazione sono esposte indebite detrazioni d'imposta ovvero indebite deduzioni dall'imponibile, anche se esse sono state attribuite in sede di ritenute alla fonte (articolo 1 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, numero 471).

Se le violazioni previste dall'articolo 1, comma 2 del decreto legislativo numero 471 del 1997 riguardano redditi prodotti all'estero, le sanzioni sono aumentate di un terzo con riferimento alle maggiori imposte relative a tali redditi. Le medesime sanzioni sono invece raddoppiate, ai sensi dell'articolo 12 del decreto legge n. 78 del 2009, qualora l'omissione riguardi investimenti ed attività di natura finanziaria detenute negli Stati o nei territori a regime fiscale privilegiato di cui ai decreto ministeriale4 maggio 1999 e decreto ministeriale21 novembre 2001.

Nei casi di omesso, insufficiente o ritardato versamento in acconto o a saldo delle imposte risultanti dalla dichiarazione si applica la sanzione amministrativa pari al 30 per cento di ogni importo non versato o versato in ritardo.

In quest'ultimo caso, se i versamenti sono effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione del 30 per cento, oltre a quanto previsto dalla lettera a) del comma 1 dell'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, numero 472, è ulteriormente ridotta ad un importo pari ad un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo. Tale riduzione della sanzione opera anche in sede di contestazione da parte dell'ufficio.

La sanzione del 30 per cento è ridotta:

  •  al 10 per cento nel caso in cui le somme dovute siano pagate entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione dell'esito della liquidazione automatica effettuata ai sensi dell'articolo 36-bis del DPR numero 600 del 1973 (articolo 2 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, numero 462);
  •  al 20 per cento nel caso in cui le somme dovute siano pagate entro trenta giorni dal ricevimento dell'esito del controllo formale della dichiarazione, effettuato ai sensi dell'articolo 36-ter del DPR numero 600 del 1973 (articolo 3 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, numero 462).

La violazione dell'obbligo di corretta indicazione del proprio numero di codice fiscale, dell'obbligo di corretta comunicazione a terzi del proprio numero di codice fiscale, dell'obbligo di indicazione del numero di codice fiscale comunicato da altri soggetti, è punita con la sanzione amministrativa da euro 103,00 a euro 2.065,00 (articolo 13 del DPR 29 settembre 1973, numero 605).

Si richiama l'attenzione dei contribuenti sulle specifiche sanzioni, previste dall'articolo 4 della legge 24 aprile 1980, numero 146, in materia di dichiarazione dei redditi di fabbricati. In particolare, sono previste le ipotesi di omessa denuncia di accatastamento di fabbricati e conseguente omissione di dichiarazione del relativo reddito, di omessa dichiarazione del reddito delle costruzioni rurali che non hanno più i requisiti per essere considerate tali.

28 febbraio 2013 · Giorgio Valli

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  • Annapaola Ferri 30 aprile 2012 at 11:30

    Dopo lo scudo fiscale, anche la presentazione del modello 730 per la denuncia dei redditi viene rinviata.

    Lo ha comunicato ieri l'Agenzia delle Entrate, annunciando il varo del relativo decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Chi presenta il modello 730 per dichiarare i redditi 2011, avrà tempo non più fino al 30 aprile bensì fino al prossimo 16 maggio, se lo consegna al sostituto d'imposta (il datore di lavoro). Avrà tempo invece fino al 20 giugno, se lo presenta a un Caf (Centro di assistenza fiscale) o a un professionista, rispetto alla scadenza del 31 maggio inizialmente prevista. Inoltre, con il nuovo provvedimento si prevede la proroga anche dei termini per inviare la denuncia dell'imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi e sugli accessori incassati nel periodo d'imposta precedente, che slitta dal 31 maggio al 2 luglio. Riepilogando lo scadenzario, i termini successivi sono questi: entro il 15 giugno i sostituti d'imposta devono consegnare al contribuente la copia della dichiarazione elaborata e il relativo prospetto di liquidazione, mentre i Caf o i professionisti abilitati hanno tempo fino al 2 luglio.

    Per comunicare, invece, il risultato finale delle dichiarazioni ed effettuare la trasmissione telematica all'Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni presentate, i Caf e i professionisti abilitati hanno tempo fino al 12 luglio. Lo slittamento, come si è detto, è ormai una prassi consolidata. Anche l'anno scorso le date dei rinvii sono state le stesse.

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