Deposito in conto corrente - Il termine decennale di prescrizione del diritto a riscuotere decorre dalla richiesta di restituzione

Recentemente La Corte di cassazione (sentenza 788/12) ha ritenuto che in assenza di una manifestazione di volontà della banca di recedere dal rapporto, la prescrizione del diritto di credito del depositante non può iniziare a decorrere prima che questi avanzi la richiesta di restituzione, ponendo in essere quel comportamento che rende il credito esigibile e dal quale sorge il corrispondente obbligo della banca

Pertanto, non può più ritenersi, come da precedente giurisprudenza, che il termine (decennale) di prescrizione del diritto del depositante alla restituzione del saldo da parte della banca depositaria decorre dal giorno della costituzione del rapporto, ovvero dal giorno dell'ultima operazione di prelevamento o di versamento effettuata.

Infatti, si deve rilevare che, laddove al contratto di deposito bancario non sia stato apposto un termine finale, l'obbligo di restituzione della banca non deriva dal mero fatto dell'avvenuto deposito, ma sorge soltanto a seguito della richiesta di prelevamento (ovvero di diverso utilizzo) da parte del cliente.

L'esercizio di tale diritto da parte del depositante costituisce pertanto un presupposto di esigibilità del credito, mancando il quale permane il suo diritto a mantenere la disponibilità delle somme di denaro depositate e, di conseguenza, l'obbligo della banca di conservarle a sua disposizione.

Il comportamento del depositante, il quale, pur non compiendo ulteriori operazioni di deposito, non richiede la restituzione delle somme di denaro depositate non può essere di per sé interpretato come indicativo di un disinteresse a far valere il suo credito e non può pertanto costituire quell'inerzia del titolare di un diritto che è idonea a far decorrere la prescrizione. Mediante tale comportamento, in realtà, il depositante non fa altro che manifestare il suo interesse al mantenimento delle somme in giacenza presso la banca depositaria, esercitando così un diritto che egualmente gli deriva dal contratto che ha con quest'ultima stipulato.

Ne consegue che, in assenza di una manifestazione di volontà della banca di recedere dal rapporto, la prescrizione del diritto di credito del depositante non può iniziare a decorrere prima che questi avanzi la richiesta di restituzione, ponendo in essere quel comportamento che rende il credito esigibile e dal quale sorge il corrispondente obbligo della banca.

Così si è espresso l'Arbitro Bancario Finanziario nella decisione 854/13.

8 ottobre 2014 · Simonetta Folliero

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