Il datore di lavoro ha l'onere di provare l'insussistenza di qualsiasi demansionamento denunciato dal proprio dipendente [Commento 2]

  • lino2307 2 gennaio 2016 at 14:29

    Quello che dice Lei è giusto riguardo il contratto lavorativo, ma come ripeto mia moglie è inabile solo per il lavoro che svolgeva (operaia tessile su macchine circolari) dove doveva alzare pezze da 20 kg.
    In questo caso il datore di lavoro non penso che può sciogliere un contratto di lavoro senza aver provveduto prima a trovargli altre mansioni più leggere, o sbaglio? Visto che l'onere della prova deve fornirla il datore di lavoro?
    La ringrazio per eventuale risposta da parte Sua.
    Grazie

    • Ludmilla Karadzic 2 gennaio 2016 at 17:06

      Purtroppo, il datore di lavoro non ha alcun obbligo di trovare una nuova collocazione al dipendente, se risulta che egli non può adempiere alla mansioni a lui assegnate. L'onere della prova, a cui si allude nell'articolo in commento, riguarda il demansionamento del lavoratore e non l'impossibilità accertata di quest'ultimo ad adempiere alle mansioni assegnate, anche per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore.

      Certamente, il datore di lavoro potrebbe impiegare il dipendente in altre mansioni compatibili con il suo stato di salute, anche se dequalificanti: ma non si tratta di un obbligo. In questo caso, e torniamo al contenuto di merito dell'articolo, il datore di lavoro avrebbe assolto l'onere di giustificare il demansionamento proprio esibendo la documentazione medica.

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