Il datore di lavoro ha l'onere di provare l'insussistenza di qualsiasi demansionamento denunciato dal proprio dipendente [Commento 1]

  • lino2307 26 dicembre 2015 at 01:29

    Mia moglie dopo 39 anni di contributi presso un maglificio (operaia tessile su macchine circolari) a Gennaio 2015 è stata ricoverata per problemi cardiaci ( valvola mitralica insufficiente, atrio ventricolare sx dilatato e aritmia atriale).

    L'INPS a luglio gli ha riconosciuto l'inabilità a meno di un terzo per quanto riguarda la sua mansione, ne è a conoscenza anche il datore di lavoro visto che ha le copie dei documenti. Mia moglie ha chiesto al datore di lavoro (a detta anche del cardiologo) di potergli far fare altre mansioni.

    Il datore di lavoro e la socia le hanno detto senza mezzi termini che non hanno altro posto dove impiegarla perchè sono tutti occupati. Premetto che la ditta fino a 4 anni fa era composta da 20 dipendenti, adesso sono in 15 perchè 5 sono andati in pensione.

    Volevo sapere cortesemente da parte Vostra se è lecito e legittimo che venga licenziata perchè il datore di lavoro gli ha detto che non ha altre mansioni da fargli fare?

    Premetto che prima di tutto questo il datore di lavoro gli aveva fatto la proposta di licenziarsi lei ricompensandola con una buonuscita, di cui mia moglie ha rifiutato.

    Il datore di lavoro è soggetto anche lui a delle leggi di tutela dei propri dipendenti? Su questo cosa dice la legge?

    • Ludmilla Karadzic 26 dicembre 2015 at 07:45

      Purtroppo, tra le circostanze che il datore di lavoro può individuare come valido motivo di risoluzione del rapporto in essere, si fanno rientrare le fattispecie in cui, pur essendo incolpevole sotto il profilo giuslavoristico, il lavoratore non riesce ad adempiere ai propri obblighi contrattuali a causa di una malattia che determini una sopraggiunta inidoneità allo svolgimento delle mansioni assegnate.

      Su questo aspetto la giurisprudenza di legittimità è unanime. Mi spiace.

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