Legittimo il demansionamento del lavoratore se l'alternativa è il licenziamento per giustificato motivo oggettivo

E' valido il patto di demansionamento che, ai soli fini di evitare un licenziamento, attribuisca al lavoratore mansioni, e conseguente retribuzione, inferiori a quelle per le quali era stato assunto o che aveva successivamente acquisito, prevalendo in tal caso l'interesse del lavoratore a mantenere il posto di lavoro.

Tale patto è valido non solo ove sia promosso dalla richiesta del lavoratore, il quale deve manifestare il suo consenso non affetto da vizi della volontà, ma anche allorquando l'iniziativa sia stata presa dal datore di lavoro, purché vi sia il consenso del lavoratore e sussistano le condizioni che avrebbero legittimato il licenziamento in mancanza dell'accordo.

Pertanto, è legittimo demansionare il lavoratore ove ciò costituisca l'unica alternativa praticabile ad un licenziamento per giustificato motivo oggettivo e ciò anche al di là dell'esistenza di apposite clausole di fungibilità funzionale.

Quello appena riportato è il principio giuridico enunciato dai giudici della Corte di cassazione con la sentenza 22029/15.

29 ottobre 2015 · Ornella De Bellis

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