Cosa cambierà per mutui dopo l'approvazione del decreto delle 18 rate

Nel paragrafo successivo vogliamo analizzare la situazione: vediamo, infatti, cosa cambierà per mutui e mutuatari dopo l'approvazione del decreto delle 18 rate.

La direttiva 17/2014 dava la possibilità agli Stati membri di introdurre, nel nostro caso di reintrodurre, una penale per l'estinzione anticipata dei mutui, abolita in Italia nel 2007 dalle liberalizzazioni Bersani e che aveva dato vita al mercato delle surroghe.

L'intenzione del governo, come ha documentato il Test-Salvagente a settembre scorso, era quella di reintrodurre l'obolo per la quale oltre 30.000 italiani si sono schierati contro.

La marcia indietro del governo viene ora confermata dal testo del decreto legislativo.

L'altra buona notizia per i mutuatari è l'ammorbimento del pignoramento veloce.

Nella prima stesura del testo infatti prevedeva che la proprietà della casa, senza passare dal giudice, passava alla banca qualora il mutuatorio saltasse 7 rate. Il testo è stato rivisto alla luce delle proteste che il provvedimento aveva scatenato e le rate sono salite a 18.

Altri paletti a garanzia del consumatore sono stati posti.

Ecco come è stato riscritto e cosa prevede il decreto attuativa della direttiva:

  • la banca e il mutuatario possono concordare in sede di stipula l'inserimento di una clausola che, in caso di inadempienza prolungata per 18 mesi, la casa, senza passare per l'asta giudiziaria, diventi di proprietà dell'istituto di credito;
  • il consumatore ha diritto a farsi assistere da un consulente in fase di stipula del contratto per accettare o meno la nuova clausola di inadempimento;
  • le nuove regole si applicano solo ai nuovi mutui. La regola delle 18 rate saltate non vale neppure per le ipotesi di surroga dei contratti sottoscritti prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo;
  • se dalla vendita della casa la banca ricaverà meno del valore del credito, il mutuatario inadempiente sarà lo stesso liberato dal debito;
  • se dalla vendita della casa la banca ricaverà di più del valore del credito, l'eccedenza andrà al consumatore.

Sull'applicazione delle nuove regole, che prevedono anche informazioni precontrattuali più complete, vigilerà Banca d'Italia la quale dovrà anche “avere un particolare riguardo ai casi di eventuale stato di bisogno o di debolezza del consumatore.

3 maggio 2016 · Andrea Ricciardi

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