La notifica del decreto ingiuntivo

Se il giudice ritiene motivata la richiesta da parte del creditore, ingiungerà all'altra parte, con decreto motivato, di pagare la somma dovuta o di consegnare il bene richiesto (o la somma sostitutiva) entro 40 giorni dalla notifica, facendo presente che nello stesso termine potrà presentare ricorso allo stesso tribunale, e che in assenza di pagamento o di opposizione, provvederà all'esecuzione forzata.

Nel caso ne ricorrano giusti motivi, il termine di 40 giorni potrà essere ridotto a 10 giorni, oppure elevato a 60.

Rifiutarsi di ricevere la notifica del decreto ingiuntivo dall'ufficiale giudiziario è assolutamente inutile. Infatti, in questo caso, la notifica si perfeziona ugualmente, con il deposito del plico presso la casa comunale e l'invio di una raccomandata al destinatario.

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Commenti e domande dei lettori

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  • anto1940 16 aprile 2014 at 08:50

    ringrazio vivamente la sig.na Ludmilla Karadzic per l'esauriente risposta data al mio quesito. Pongo ora una domanda chiarificatrice: ribadisco che non ho assolutamente possibilità economiche per farmi difendere da un legale e quindi poter presentare opposizione al decreto ingiuntivo; quindi si procederà nei miei confronti; io ora sono domiciliato e residente in un appartamento con un contratto di comodato d'uso gratuito in cui oltre all'appartamento è inserito tutto ciò che in esso è contenuto, di mio ci sono solo gli effetti ed indumenti personali; tale contratto è stato vidimato all'atto della scrittura dall'ufficio postale con un'opportuna dicitura. Domanda: verrà messo in discussione tale tipo di contratto? Le forniture (gas, luce, ecc.) sono a me intestate. Sono un pensionato di 74 anni con pensione statale netta di 1300 euro circa; ho la moglie a carico e il conto corrente bancario su cui è riversata la pensione è intestato a noi due; sul conto corrente c'è solo la pensione: cosa avverrà quindi? Le domande sono opportune per me per regolarmi di conseguenza. Ringrazio di cuore chiunque mi può rispondere

    • Ludmilla Karadzic 16 aprile 2014 at 09:09

      La rimando ad un articolo su una recente sentenza della Corte di Cassazione (cliccare qui).

      In essa, praticamente si afferma che, una volta individuato il domicilio o la residenza del debitore, l'ufficiale giudiziario deve limitarsi ad eseguire il pignoramento richiesto dal creditore sui beni rinvenuti nell'appartamento, basandosi esclusivamente sul principio di presunzione legale di proprietà previsto dalla legge. Egli non può entrare nel merito della valenza giuridica del contratto di comodato stipulato dal debitore e da lui esibito, seppur registrato presso l'Agenzia delle entrate.

      Il terzo effettivo proprietario dei beni pignorati è legittimato a presentare opposizione al giudice delle esecuzione (ahimè, avvalendosi dell'assistenza legale necessaria) chiedendone la restituzione dietro esibizione del contratto di comodato stipulato con il debitore e regolarmente registrato.