Debito, sovraindebitamento, impossibilità a pagare

Struttura del debito

Il mio debito è costituito come segue:
- 2100€ verso l'erario, valore delle rate residue da pagare nei prossimi 3 mesi, tra IVA debito e tasse per l'anno 2011.
- 3000€ verso la mia banca, debito maturato su carta di credito la cui rata mensile, fin'ora, è sempre stata regolarmente pagata.
- 1650€ verso lo Stato, per violazione PENALE del codice della strada, reato contestato nov-2010, attualmente in fase di opposizione con scadenza a settembre.
Totale: 6.750€
Riuscendo eventualmente a pagare tutte le rate di settembre (tasse e carta), il debito complessivo ammonterebbe a 5.900€

Attualmente sono libero professionista con P.IVA, residente in casa della madre.
La P.IVA verrà chiusa per cessazione attività (mancanza di lavoro) quest'anno, al fine di risparmiare 1500€ di tasse anticipate sulla dichiarazione dei redditi dell'anno a venire.

Ora, con tutta la buona volontà, non ho la possibilità materiale di pagare i miei debiti e non avendo un lavoro fisso ho difficoltà anche a costruire una trattativa verso i miei creditori (se non altro, la mia banca).
Fin'ora ho sempre pagato regolarmente, ma il problema diventerà molto serio il prossimo mese.

Le domande sono molteplici:
quali sono i debiti "peggiori" e quali i più "gestibili"?
come posso evitare di coinvolgere la mia famiglia in un'eventuale azione di pignoramento da parte dell'ufficiale giudiziario?
come mi devo comportare verso ciascuno dei miei creditori?
posso ritardare (e come) i pagamenti fino a che non avrò trovato un lavoro?

Consigli sul debito

Il suo post genera infinita tenerezza, ma anche un po' di disappunto..

Certamente lei non ha letto nessuno dei topic della sezione. Altrimenti avrebbe provato un pizzico di "imbarazzo" a scrivere definendosi "debitore", con appena 6.750 euro di insoluto, per giunta distribuito fra più creditori.

Diciamo che lo stato (compreso l'erario) predilige azioni esecutive come fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento presso terzi (stipendio e conto corrente). Dunque, dopo la notifica della prima cartella esattoriale o accertamento esecutivo, dovrà fare in modo che non risultino al PRA veicoli registrati a suo nome. Se ha un conto corrente con qualche spicciolo dovrà chiuderlo ed aprirne uno intestato a sua madre, riservandosi delega per disposizioni operative.

La banca non può utilizzare il fermo amministrativo e non si sogna nemmeno di pignorarle l'auto, attesa l'inefficacia di una tale azione esecutiva. Può chiedere un decreto ingiuntivo al giudice per poi procedere al pignoramento. Ma di cosa? Dubito che si muoverà spendendo soldi a vuoto fino a quando non sarà certa di poter portare fieno in cascina. Poi, quando sarà stanca di attendere inutilmente il rimborso del credito, volendolo inserire a perdita nel bilancio, lo cederà a qualche società di recupero, in cambio di poche decine di euro. Ed allora cominceranno i problemi. Telefonate, telefonate, telefonate ... Insomma, dovrà sostituire la SIM.

Il pignoramento presso la residenza del debitore? Equitalia vi ricorre per abitazioni di pregio, quando è presumibile rinvenirvi mobili di antiquariato e opere d'autore. Così anche la banca. Ma in abitazioni normali è uno sfizio che si concedono il salumiere sotto casa (ma ne sono rimasti in pochi) per il pane e mortadella preso in modalità  "oggi ad otto" e non saldato, il padrone dell'appartamento concesso in affitto quando il conduttore non corrisponde più i canoni di locazione, la fidanzata abbandonata perchè vuole indietro tutti i regalini fatti in attesa di un matrimonio che poi non è stato celebrato.

Se vuole evitare a sua madre il pignoramento di tutte le lettere che le ha scritto Rosina, il ritratto formato visita della buonanima di zia Sofia, la ciocca di capelli, il corno in corallo ed il becco del pappagallo deceduto nel '23 ... , allora stipuli con lei, se è la proprietaria o la conduttrice dell'appartamento in cui il figliolo debitore ha la residenza, un contrattino di comodato da registrare presso ... ehm .. il creditore Agenzia delle entrate. Così, almeno lui, forse, non ci prova nemmeno a venire a pignorare a casa.

14 settembre 2012 · Andrea Ricciardi

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