Debitori alla gogna

Niente società di recupero crediti o lunghi, e spesso inutili, ricorsi giudiziari: in Portogallo il nome del debitore, con il relativo importo dovuto, finisce direttamente in vetrina.

Con la crisi economica che non fa sconti a nessuno, in alcune località del paese lusitano i commercianti si sono inventati un'ultima risorsa: la ‘lista della gognà , ovvero la lista dei clienti morosi dei quali hanno perduto quasi tutte le speranze di rientrare dei crediti.

E, naturalmente la misura, citata dai media iberici, già adottata in città come Viana do Costelo, nel nord del Paese, o anche O Fundao, vicino Porto, fa discutere e divide cittadini e commercianti. Anche se questi ultimi assicurano che si è rivelato finora il metodo più efficace per vedere saldati i debiti.

Nelle vetrine, accanto ai manichini, sono comparse inesorabili le liste dei crediti inesigibili con i nomi e gli indirizzi dei rispettivi titolati, con buona pace della privacy. In molti casi si tratta di debiti vecchi anche di 7 o 8 anni, per i quali qualunque precedente tentativo di riscossione è andato a vuoto.

La proprietaria di un negozio di abbigliamento Druge, a Viana do Costelo, che vuole mantenere l'anonimato, la spiega così : "Ho chiamato i debitori per telefono, gli ho inviato le fatture, sono andata a casa loro, ma mi hanno sempre solo riempita di scuse". Poi, nei mesi scorsi, ha messo in vetrina la lista dei proscritti, con i nomi, i numeri di telefono, gli indirizzi e la quantità di danaro dovuta. "Dopo l'esposizione dell'elenco dei morosi tre di loro mi hanno pagata, ma per gli altri ormai non credo possa recuperare il denaro", ha spiegato la donna.

Peggio è andata a una gioielleria della stessa località che, nonostante l'affissione dell'elenco dei debitori, che ammontava a 15.000 euro, non è riuscita a evitare il fallimento. ‘Mors tua vita meà e, pur di rientrare dei crediti concessi, alcuni commercianti hanno adottato le liste - in barba alle norme di protezione della privacy - come un atto disperato, l'ultima spiaggia per non dover chiudere i battenti.

Anche se c'è chi lo ritiene utile: "E' vero che la maggioranza dei debitori continua a non saldare il dovuto - osserva Aires Duarte, proprietario di un negozio di fotografie - ma devono sapere che così rischiano di mandare altra gente sul lastrico. E, poi, c'è l'effetto positivo che almeno tutti sanno a chi non bisogna fare credito, perché insolvente". Duarte, per recuperare i suoi crediti, ha messo in vetrina un piccolo olivo dal quale pendono, come se fossero frutti, i biglietti con i nomi dei ‘caloteiros'.

Ma, fra i commercianti, sono numerosi anche gli ‘obiettori di coscienzà , che si oppongono all'iniziativa, definendola "troppo radicale". "E' vero che il commercio attraversa tempi difficili, ma non può essere questa la soluzione", affermano alcune delle organizzazioni di categoria. In Portogallo, come in Spagna, c'è chi si approfitta della crisi finanziaria per fare affari d'oro.

E' ‘El hombre del frac', l'uomo in frac, che fa più paura del diavolo in persona. Bombetta nera e valigetta in mano, l'esattore della società di recupero crediti persegue come un'ombra la sua vittima ovunque, all'uscita di casa, in ufficio, in palestra, davanti scuola e perfino al cimitero, mettendo il debitore alla pubblica gogna per esigere il danaro.

L'impresa del ‘cobrador del frac', che da decenni opera nella penisola iberica, ha aumentato del 40% il suo business e parla di cifre astronomiche di debiti - nella sola zona di Valencia 9 milioni di euro mensili - accumulati soprattutto dalle imprese del settore delle costruzioni. Ed ora, come se non bastasse l'esattore in frac, per la schiera sempre più folta di morosi, arriva pure la pubblica gogna.

di Paola Del Vecchio

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14 maggio 2009 · Patrizio Oliva

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