Debiti verso fornitore fallito

 Vorrei un consiglio su come comportarmi con una diffida di pagamento da uno Studio Legale che si occupa di recuperare il credito di una azienda mia fornitrice fallita lo scorso anno.

Andiamo con ordine:

Qualche tempo fa la mia azienda (una snc) aveva come fornitore una srl, la quale ci forniva mensilmente del materiale.

Dopo quasi 10 anni di forniture pagate puntualmente è arrivata una crisi improvvisa e inaspettata e ci siamo ritrovati ad avere un debito di oltre 15mila euro con la società fornitrice. Poiché avevamo un ottimo rapporto con il proprietario, abbiamo stabilito un piano di rientro che abbiamo onorato riducendo il debito a circa 10mila euro. A quel punto la società nostra fornitrice ha dichiarato fallimento, noi abbiamo cercato altri fornitori e non abbiamo saputo più nulla.

Circa 8 mesi fa (non ricordo esattamente) ci è arrivata la lettera del curatore fallimentare che ci intimava di pagare in un'unica soluzione il debito pregresso. Abbiamo risposto con sincerità che non eravamo in grado di onorarlo perché la nostra azienda si era ritrovata in condizioni pessime in seguito alla diminuzione del lavoro per almeno 2/3 rispetto al passato. Inoltre in seguito alla stessa crisi ci siamo trovati noi stessi ad avere crediti inesigibili per circa 16mila euro.

Ora abbiamo ricevuto una raccomandata da uno Studio legale al quale si è rivolto il curatore fallimentare e ci è stato chiesto, di nuovo, il pagamento in un'unica soluzione della somma entro 10 giorni.

Siamo assolutamente impossibilitati a pagare questa cifra. La nostra azienda è un'azienda a conduzione familiare e non abbiamo altri fonti di reddito. Cosa possiamo fare? Grazie delle vostre cortesi risposte.

risponde Antonio Iuri Donati

Il curatore non potrà esimersi, vista la cifra in gioco, dal compiere tutte le necessarie azioni di recupero del credito anche giudiziali, in quanto dovrà giustificare all'assemblea dei creditori il proprio operato (ed in questo senso, anche un'azione di riscossione coatta infruttuosa avrebbe raggiunto comunque lo scopo).

La questione pertanto va presa con la dovuta serietà, specie se vi sono cespiti aggredibili.

Il mio suggerimento è quello di cercare di trattare per il rientro graduale dal debito. Difficilmente la controparte accetterà dilazioni superiori all'anno (nella migliore delle ipotesi), quindi se non siete in grado di sostenere una rata intorno ai 1000 eur.

Vi consiglio di versare degli acconti volontari, nel limite delle Vostre possibilità, cercando di ridurre l'esposizione per quanto possibile, e così facendo le azioni legali si faranno col tempo sempre più improbabili.

10 maggio 2011 · Simone di Saintjust

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