Le pubbliche amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare il pagamento di somme superiori a 10 mila euro, devono verificare se il beneficiario risulta inadempiente ad obblighi di versamento derivanti dalla notifica di una o più cartelle di pagamento

  • utente forum 18 ottobre 2011 at 06:22

    Le Pubbliche Amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare il pagamento di somme superiori a 10.000 euro, devono verificare se il beneficiario risulta inadempiente ad obblighi di versamento derivanti dalla notifica di una o più cartelle di pagamento; in caso di inadempienza, non procedono al pagamento, allo scopo di agevolare l'agente competente nel concreto esercizio dell'attività di riscossione dei crediti iscritti a ruolo.

    Lo prevede l'art. 48-bis, D.P.R. n. 602/1973, la cui attuazione è ¿ stata regolata dal Ministero dell'Economia e delle finanze con D.M. n. 40/2008, che ha definito le modalità procedimentali della verifica di cui alla norma citata, disciplinando gli effetti della verifica stessa in caso di riscontrata inadempienza del soggetto beneficiario.

    Per rispondere ai numerosi quesiti formulati dalle Amministrazioni tenute ad applicare tale disciplina, il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ha diramato una serie di chiarimenti con la circolare n. 27/RGS/2011.

    In primo luogo la recente circolare - che dà seguito alle indicazioni già fornite con le circolari 29 luglio 2008, n. 22 e 8 ottobre 2009, n. 29 (cfr. F.Gavioli, "", il Quotidiano IPSOA del 14 ottobre 2009) - precisa che la discriminante per assoggettare o meno un pagamento alla verifica di cui all'art. 48-bis non è costituita dalla semplice presenza di un contratto che regoli il rapporto tra l'Amministrazione e il beneficiario del pagamento stesso.

    L'obbligazione di pagamento, infatti, può nascere anche da altro atto o fatto idoneo a produrla in conformità dei principi dell'ordinamento giuridico, ai sensi dell'art. 1173 c.c..

    L'obbligo di pagamento posto a carico dell'Amministrazione può quindi derivare anche dal dispositivo di una sentenza passata in giudicato o, comunque, da un provvedimento giurisdizionale esecutivo, attraverso cui il giudice abbia determinato l'esistenza e la misura del diritto di credito del beneficiario nei confronti della PA soccombente.

    A tal proposito la circolare in commento ritiene del tutto coerente che una sentenza esecutiva di condanna della PA al pagamento di una somma pecuniaria possa essere adempiuta - oltre che con il trasferimento di denaro - anche attraverso una compensazione volontaria o legale tra il debito e l'eventuale credito dell'Amministrazione stessa nei confronti del beneficiario.

    Nell'ipotesi descritta, pertanto, va effettuata la verifica di cui all'art. 48-bis, salve le esclusioni sancite dalla legge o derivanti dalla particolare natura del credito.

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