Ambito applicativo della procedura di riscossione coattiva tramite compensazione

Di seguito una sintesi dell'ambito applicativo dell'articolo 48-bis DPR 602/1973, secondo quanto chiarito dalla Ragioneria Generale dello Stato numero 27 del 23.09.2011.

  1. Rapporti nell'ambito della pubblica amministrazione » l''articolo 48-bis, DPR 602/1973 non trova applicazione per i pagamenti disposti a favore delle Amministrazioni pubbliche ricomprese nell'elenco predisposto annualmente dall'Istat.
  2. Crediti impignorabili » non è ammessa la possibilità di sospendere il pagamento sulle erogazioni per le quali una normativa di rango primario escluda la possibilità di procedere al loro pignoramento.
  3. Pagamento stipendi » non devono essere soggetti a verifica ex articolo 48-bis i trasferimenti di somme da destinare successivamente al pagamento di salari, stipendi e retribuzioni equivalenti.
  4. Pagamento di somme soggette alla ritenuta alla fonte » in caso di pagamenti di somme assoggettate per legge a ritenuta alla fonte, la soglia di euro 10.000 va riferita all'importo da pagare al netto delle ritenute effettuate.
  5. Artificioso frazionemento » è vietato frazionare artificiosamente un unico pagamento al fine di eludere la disciplina di cui all'articolo 48-bis.
  6. Preminente interesse pubblico o rispetto dei diritti fondamentali della persona » tra i pagamenti esclusi dall'obbligo di verifica vi rientrano a titolo esemplificativo:
    • versamento di tributi o contributi assistenziali e previdenziali;
    • rimborsi di spese sanitarie relative a cure rivolte alla persona;
    • corresponsione di indennità connesse allo stato di salute della persona;
    • pagamento di spese concernenti esigenze di difesa nazionale o operazioni di peacekeeping;
    • pagamento di spese concernenti interventi di ordine pubblico o per fronteggiare situazioni di calamità;
    • pagamenti a titolo di assegno alimentare;
    • sussidi e provvidenze per maternità, malattie e sostentamento;
    • indennità per inabilità temporanea al lavoro;
    • finanziamenti di progetti aventi scopi umanitari.
  7. Sospensione o rateazione della cartella » l'articolo 48-bis non si applica, per carenza del presupposto del "credito scaduto, nel caso in cui per una cartella di pagamento sia stata accordata una dilazione di pagamento, una sospensione amministrativa della riscossione ovvero sia stato emanato un provvedimento di sospensione in via di autotutela o in via giudiziale. Ciò perché è stato emesso un provvedimento che ha inciso proprio su tale termine.
  8. Cartella esattoriale impugnata giudizialmente » l'articolo 48-bis non si applica qualora la cartella sia stata impugnata e sia stata chiesta e concessa la sospensione.
  9. Mutui » sono escluse dall'applicazione dell'articolo 48-bis le restituzioni di somme relative a contratti di mutuo o altre operazioni di indebitamento;
  10. Cessione del credito » la verifica prevista dall'articolo 48-bis va effettuata esclusivamente nei confronti del creditore originario (cedente). Nei confronti del soggetto cui è stato ceduto il credito (cessionario) non sussistono i presupposti per procedere alla verifica.
  11. Natura del credito esposto in cartella esattoriale » rientra nell'ambito operativo dell'articolo 48-bis qualsiasi credito esposto in una cartella di pagamento, indipendentemente dalla sua natura e dall'ente creditore.
  12. Raggruppamenti temporanei di imprese » la verifica andrà effettuata sia in capo all'impresa mandataria che nei riguardi delle imprese mandanti;
  13. Procedure concorsuali » l'articolo 48-bis non si applica nel caso in cui il beneficiario di un pagamento risulti sottoposto a tali procedure
  14. Determinazione dell'importo del pagamento in ordine all'iva » la soglia di euro 10.000 deve ritenersi al lordo dell'Iva per il pagamento di prestazioni e cessioni ricadenti nel campo di applicazione dell'Iva.
  15. Pagamento in favore di soggetti esteri » l'obbligo di verifica sussiste soltanto ove il soggetto beneficiario del pagamento sia in possesso di codice fiscale in Italia.

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  • Marzia Ciunfrini 23 novembre 2011 at 05:28

    Secondo quanto previsto dall'art. 48-bis, D.P.R. 602/1973, successivamente disciplinato dal decreto ministeriale del 18 gennaio 2008, n. 40, i soggetti pubblici, ossia le pubbliche Amministrazioni e società a totale partecipazione pubblica, prima di effettuare un pagamento di importo superiore a euro 10mila, devono procedere alla verifica di eventuali inadempienze tributarie da parte del soggetto beneficiario del pagamento stesso, inoltrando apposita richiesta a Equitalia Servizi S.p.a la quale è preposta al controllo che non risulti nessun inadempimento a carico del beneficiario dell'obbligo di versamento, di ammontare complessivo pari almeno a euro 10mila, derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento relative a ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dall'01.01.2000.

    Qualora Equitalia comunichi che non risultano inadempimenti ovvero non fornisca alcuna risposta nel termine previsto, il soggetto pubblico può procedere al pagamento a favore del beneficiario delle somme ad esso spettanti. Mentre nel caso risulti un inadempimento, la richiesta del soggetto pubblico costituisce segnalazione ai sensi dell'art. 48-bis, co. 1, D.P.R. 602/1973. Il soggetto pubblico, dunque, non procede al pagamento delle somme dovute al beneficiario fino alla concorrenza dell'ammontare del debito in attesa che gli venga notificato dall'agente della riscossione competente per territorio l'ordine di pagamento ex art. 72-bis. Sul tema sono stati forniti recenti chiarimenti dalla Ragioneria Generale dello Stato con circolare n. 27 del 23.09.2011.

    L'art. 48-bis, del D.P.R. 29.9.1973 n. 602 è stato introdotto dall'art. 2 co. 9 D.L. 3.10.2006 n. 262 e riguarda, in particolare, le disposizioni sulla sospensione dei pagamenti effettuati:

    • 1. da pubbliche Amministrazioni;
    • 2. da società a prevalente partecipazione pubblica.

    a favore di soggetti inadempienti dell'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento.

    In tal caso, infatti, il pagamento al creditore viene bloccato al fine di agevolare il competente agente della riscossione nel concreto esercizio dell'attività di riscossione dei crediti iscritti a ruolo.

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