Rinuncia all'eredità

La rinuncia all'eredità può avvenire, con le modalità che saranno descritte, entro i termini seguenti:

  1. immediatamente, nel caso in cui l'erede non voglia, in nessun caso, correre il rischio di dover poi onorare anche gli eventuali debiti contratti dal testatore;
  2. al termine della procedura (tre mesi + quaranta giorni dalla morte del testatore o dall'avvenuta notifica dell'eredità) prevista per l'accettazione con “beneficio di inventario”, qualora l'erede ritenga di dover preliminarmente esaminare l'entità dei beni patrimoniali ricevuti in eredità, ovvero la convenienza o meno (relativamente a potenziali obblighi non noti contratti dal testatore) derivante dall'accettazione dell'eredità. Richiedendo esplicitamente tale procedura l'erede può, dopo che essa sia stata espletata, dichiarare di:
    • rinunciare all'eredità;
    • accettare l'eredità “senza riserve”. In tal caso l'erede accetta contestualmente di onorare, “senza riserve”, tutti gli obblighi (noti e non noti) contratti dal testatore e notificati all'erede entro i termini di legge. L'erede, dunque, si assume l'onere di soddisfare tutti gli eventuali creditori: in cambio, entra, con l'accettazione “senza riserve”, nell'immediata disponibilità dei beni ereditat;
    • accettare l'eredità con il “beneficio di inventario”. Come detto l'accettazione con beneficio di inventario comporta che il patrimonio del defunto resta separato dagli altri beni dell'erede; quindi la responsabilità patrimoniale dell'erede comprende solo i beni ereditati. L'erede tuttavia non può alienare i beni ricevuti in eredità e le rendite derivanti dai beni ereditati continuano a far parte del patrimonio del defunto.

Alla scadenza dei dieci anni successivi all'accettazione dell'eredità “con beneficio di inventario”. Entro tale termine, infatti, l'erede ha la possibilità di conoscere (tramite notifica) tutti gli eventuali obblighi contratti dal testatore. Il suo status di “erede con beneficio di inventario” è pubblico essendo un atto notarile registrato.

All'erede con “beneficio di inventario” possono indirizzarsi tutti i creditori del testatore prima della scadenza dei termini di legge.  L'erede può quindi decidere, su dati oggettivi, se accettare o meno l'eredità. In caso di rinuncia i beni del defunto vengono resi disponibili dal Tribunale per soddisfare i creditori del testatore.

La rinuncia stessa viene fatta mediante una dichiarazione ricevuta dal cancelliere autorizzato presso il tribunale competente o da un notaio. Chi rinuncia all'eredità è considerato come se non vi fosse mai stato chiamato. Con la rinuncia all'eredità il chiamato all'eredità stessa può quindi liberarsi dalla sua responsabilità per i debiti ereditari.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Angelo 28 luglio 2010 at 12:02

    Ho un dubbio:
    se l'erede rinuncia formalmente all'eredità per evitare di pagare i debiti del de cuius, diventano automaticamente eredi i figli dell'erede, e/o i fratelli del de cuius? In tal caso, tutti debbono rinunciare all'eredità?
    Grazie.

    • cocco bill 28 luglio 2010 at 12:08

      Salve Angelo e benvenuto fra i debitori per eredità di congiunti debitori. La sua domanda andrebbe, però, inserite nella sezione "debiti e sovraindebitamento" di questo forum.

      La registrazione al forum è da noi gradita, ma non è ovviamente necessaria per poter ottenere risposta.

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