Quando si accetta l'eredità con beneficio di inventario

L'accettazione con beneficio di inventario comporta la limitazione legale della responsabilità patrimoniale dell'erede per i debiti ereditari e per i legati entro il valore dell'eredità ricevuta. Ciò significa che nell'ipotesi di una successione onerosa, ove le passività superino le attività, l'erede non sarà mai chiamato a rispondere delle obbligazioni trasmessegli oltre i limiti del valore del patrimonio ereditario, poiché altra conseguenza del beneficio di inventario è costituita dalla separazione del patrimonio personale dell'erede da quello del testatore. Il beneficio di inventario, nonostante eventuali divieti del testatore, assolutamente privi di valore (articolo 470 del codice civile), è rimesso alla facoltà di ogni chiamato, che ha l'onere di specificare nell'atto di accettazione se intenda avvalersi di tale beneficio. Per l'accettazione con beneficio di inventario la legge richiede la forma solenne della dichiarazione ricevuta da un notaio o da un cancelliere del tribunale del circondario ove la successione si è aperta, ed è soggetta ad un regime di pubblicità-notizia, venendo inserita nel registro delle successioni conservato nello stesso tribunale.

L'accettazione con il beneficio di inventario avviene mediante dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale competente. Il notaio riceve la richiesta del potenziale erede alla presenza di due testimoni. Successivamente provvede ad eseguire l'inventario dei beni, a cui possono assistere gli eredi del defunto ed i suoi creditori. All'inventario procede mediante una dettagliata descrizione di tutti i beni immobili e mobili, i documenti e le carte del defunto. Se necessario, provvede a conservare documenti, preziosi od altro al fine di evitare che rimangano incustoditi. Inoltre tiene in consegna le chiavi delle serrature sulle quali siano stati apposti sigilli, finché l'inventario non sia ultimato. L'inventario (cioè la separazione dei beni derivanti dal testatore da quelli già di proprietà dell'erede) deve essere fatto entro 3 mesi dalla morte del testatore, e la dichiarazione dell'erede (o degli eredi) deve avvenire entro i 40 giorni successivi. Al termine di queste operazioni il notaio provvede a registrare, nel registro delle successioni, la dichiarazione dell'erede, che può essere:

  • accettazione “senza riserve”
  • rinuncia
  • accettazione con “beneficio di inventario”.

Come evitare il rischio di ereditare debiti
Un erede che non voglia accollarsi eventuali debiti contratti dal testatore deve necessariamente:

  • chiedere ad un notaio che si proceda all'inventario dei beni lasciati ín eredità dal defunto; questo non appena egli viene a conoscenza di essere stato chiamato all'eredità: dunque nel momento stesso in cui sa del decesso del testatore (nel caso in cui l'erede sia un familiare) oppure quando gli venga notificato il lascito;
  • dopo un massimo di tre mesi previsti per la compilazione, da parte del notaio, dell'inventario dei beni ereditati, l'erede deve procedere formalmente alla sottoscrizione dell'atto notarile di rinuncia o di accettazione dell'eredità con la formula del “beneficio di inventario”; questo entro i quaranta giorni successivi alla conclusione dell'inventario;
  • appena scaduti i dieci anni successivi all'accettazione dell'eredità con il “beneficio di inventario” (i 10 anni rappresentano il termine ultimo entro il quale possono essere notificati all'erede eventuali debiti contratti dal testatore) e qualora l'erede ritenesse conveniente accettare anche gli obblighi del testatore, egli procederà all'accettazione dell'eredità con la formula “senza riserve”. In questo caso il patrimonio ed i debiti del defunto si fonderanno con quelli dell'erede, e questi sarà tenuto ad onorare tutti gli obblighi assunti dal defunto. Nel caso in cui invece l'erede ritenesse non conveniente accettare le passività in carico al testatore, egli procederà alla rinuncia all'eredità. Sia l'accettazione “senza riserve” che l'eventuale “rinuncia” devono essere atti notarili.

Concludendo, l'erede è sempre tenuto ad ottemperare agli obblighi contratti dal testatore in assenza di atti notarili che attestino la rinuncia all'eredità o l'accettazione dell'eredità con la formula del beneficio di inventario. Ovviamente tali atti devono essere stati prodotti nei tempi previsti (alla morte del testatore, alla comunicazione formale di disponibilità dei beni ereditali o entro tre mesi e quaranta giorni nel caso di richiesta di procedura per l'eventuale successiva accettazione secondo la formula del beneficio di inventario).

In ogni caso, comunque, questi atti non possono essere posteriòri alla data di notifica all'erede di obblighi contratti dal testatore.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Angelo 28 luglio 2010 at 12:02

    Ho un dubbio:
    se l'erede rinuncia formalmente all'eredità per evitare di pagare i debiti del de cuius, diventano automaticamente eredi i figli dell'erede, e/o i fratelli del de cuius? In tal caso, tutti debbono rinunciare all'eredità?
    Grazie.

    • cocco bill 28 luglio 2010 at 12:08

      Salve Angelo e benvenuto fra i debitori per eredità di congiunti debitori. La sua domanda andrebbe, però, inserite nella sezione "debiti e sovraindebitamento" di questo forum.

      La registrazione al forum è da noi gradita, ma non è ovviamente necessaria per poter ottenere risposta.

      Lei potrà inserire il suo quesito e leggere la risposta dei consulenti anche come semplice ospite visitatore, non registrato.

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