Responsabilità patrimoniale dei soci - Altre classificazioni delle Società

Oltre che in funzione del tipo di responsabilità che i soci si assumono, le società possono essere classificate sotto altri aspetti.

1. Secondo lo scopo. In base allo scopo si distinguono società lucrative e società mutualistiche: le prime si ripropongono di conseguire un lucro da ripartire fra i soci; le seconde, invece, mirano a svolgere un'attività a favore dei soci stessi riducendo il costo dei beni e dei servizi che interessano loro (ad es. cooperative di consumo) o procurando un aumento delle possibilità di lavoro e di retribuzione (cooperative di lavoro).Le società lucrative sono anche dette società a capitale fisso perché la variazione del capitale sociale costituisce una modifica del contratto di società (o atto costitutivo), contrariamente a quanto accade nelle società mutualistiche, che si dicono anche società a capitale variabile.

2. Secondo la struttura. In rapporto alla struttura si hanno società dotate di autonomia patrimoniale (società in nome collettivo e in accomandita semplice) e società dotate di personalità giuridica (società per azioni, in accomandita per azioni, a responsabilità limitata, cooperative e mutue assicuratrici).

3. Secondo l'attività svolta. Sotto questo aspetto, si distinguono società commerciali e società non commerciali.Senza addentrarci nei particolari di specifico carattere giuridico, precisiamo che, secondo l'articolo 2249 del Codice Civile, le società che hanno per oggetto l'esercizio di un'attività commerciale, cioè:

  • un'attività industriale di produzione di beni e servizi;
  • un'attività mercantile;
  • un'attività di trasporto;
  • un'attività bancaria o assicurativa;
  • altre attività ausiliarie alle precedenti;

devono costituirsi come società commerciali, ossia secondo uno dei seguenti tipi sociali:

Per l'esercizio di attività “non commerciali” (ad esempio, un'attività artigianale, un'attività agricola, un'attività di libera professione intellettuale) è prevista invece la società semplice, a meno che i soci non vogliano espressamente costituire una delle società sopra indicate.

Perciò l'esercizio in comune di attività commerciali richiede necessariamente l'istituzione di una società commerciale; mentre l'esercizio in comune di attività non commerciali dà luogo di norma alla costituzione di una società semplice, ma nulla vieta che i soci decidano di fare ricorso a una società commerciale (ad esempio, è noto che le società di calcio della massima divisione, pur non svolgendo un'attività qualificabile come “commerciale”, hanno la forma giuridica di S.p.A.).

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su responsabilità patrimoniale dei soci - altre classificazioni delle società.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • rosaria mietta 19 luglio 2010 at 06:20

    Azienda s.n.c. ha chiuso con debiti ma non in liquidazione nel 1996. Adesso recupera per aver vinto una causa il pignoramento del quinto dello stipendio, ma l'assegno viene intestato alla ditta ormai chiusa. Come si può fare per ritirare l'assegno visto che è intestato alla ditta chiusa?

    • agente di recupero crediti 19 luglio 2010 at 06:21

      L'assegno, anche se non presentato nei termini, costituisce sempre titolo esecutivo nei confronti di chi ha emesso l'assegno, ma si perde l'azione di regresso nei confronti dei giranti. Quindi, dal momento che sono decorsi i termini di presentazione, il traente (colui che ha emesso l'assegno) può aver dato l'ordine alla banca di non pagare l'assegno. Solo in mancanza di tale ordine, la banca può pagare ugualmente, anche dopo la scadenza del termine.