Debiti e sovraindebitamento - Un approccio razionale

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Delle volte, parlo anche io da semplice utente, perdiamo di vista l'obiettivo, accecati dalla rabbia di trovarci in quelle situazioni di "debitori" senza poterne uscire... E' uno status che ci tormenta, è come sapere di trovarci in una stanza con una porta senza serrature.

Allora spesso cosa facciamo? Guardiamo la chiave che abbiamo in mano e non sappiamo che farci... Il non poter pagare più le rate di un mutuo, un prestito acceso quando pensavamo di poterlo "rimettere", un'ipoteca, un pignoramento, un'asta immobiliare, la "povertà" intesa nel senso più economico, non sono colpe... Quella chiave che abbiamo tra le mani e che è arrivata a noi con l'esperienza e dalle tante notti dissonnate dalla preoccupazione, deve stimolarci a non perdere mai di vista l'obiettivo...

E quale è l'obiettivo di un "debitore"? Quello di tirarsi velocemente fuori da guai... di riprendere una vita serena, di ricominciare a progettare la propria vita. Ecco, noi dovviamo trasformare quelle che sono situazioni sgradevoli, in leve utili per definere le nostre situazioni. Chiudere nel cassetto un debito, e sparare ad occhi chiusi nella speranza di riaprirli e vedere svanito il proprio debito, vuol dire dover riaprire quel cassetto e rendersi conto che sta per scoppiare.

Tralasciando le banali analogie che ho appena fatto e parlando in termini pratici: "non pagare più nessuno e denunciare per violazione dei suoi diritti banca, recupero crediti ed anche il suo collega"  (leggi il thread "E la privacy?"  - ndr) significa far trascorrere inutilmente tempo, far lievitare interessi, spese legali, di recupero ecc. ed ecco che nel giro di pochi mesi le tre rate non pagate diventano 8, 9, 10, si sommano spese legali, si può dire addio alla cancellazione dalla CRIF.

Ed allora 3 rate non saldate, non sono una tragedia, nessuna banca o finanziaria ha interesse ad avviare una procedura esecutiva con i propri clienti che può dimostrarsi lunga, dispendiosa e dal risultato incerto. Accordarsi secondo me è la mossa più giusta, facendo valere quelli che sono i nostri diritti non sparando ad occhi chiusi ma muovendosi nella consapevolezza di quelli che sono i nostri doveri e di quelli che sono i nostri diritti.

Allora ci troviamo sempre davanti ad una banca che nella foga del recupero tenta di esercitare una pressione psicologica su di noi, ci bracca, ci chiama a lavoro, a casa... ci dice che pignora tutto, che ci "mette in mezzo ad una strada"... E la cosa più sbagliata che possiamo fare noi, è quella di incominciare a sparare fuori cose sensa senso, appellandoci a fantomatiche leggi che neanche conosciamo...

Leggo, nel sottotitolo di questo forum "non serve regalare pesce, bisogna insegnare a pescare" che per me è l'equivalente di dire "in queste pagine puoi trovare dei preziosi consigli, ma non fermarti a questi, approfondisci" solo con una educazione a quelli che sono i tuoi doveri e i tuoi diritti, può risolvere i tuoi problemi.

Leggi cosa c'è scritto nel contratto che hai stipulato con la finanziaria, cerca degli appigli... Quando parli con loro, devi trasudare conoscenza, devi dimostrare cultura di quello che stai dicendo... Se parli di privacy, informati su cosa è la privacy, non puoi semplicemente limitarti a dirgli che la hanno violata, devi argomentare, tirare fuori leggi, circolari, sentenze... Ma senza perdere di vista l'obiettivo.

Allora vedrai che riuscirai a riportare senza spendere risorse preziose nella "legalità" la tua banca e nella ragione le tue ragioni. Quando vai ad un incontro devi sapere cosa vuoi che esca da quell'incontro... Una rimodulazione delle rate? Un ripartizione delle rate saltate nelle successive? Dimostrati disponibile, non arrogante e vedrai che otterrai ciò che ti sei prefissata. Ma non chiudere tutto in un cassetto perchè prima o poi dovrai tornarci a fare i conti.

Quella appena espressa, è una mia personale considerazione, lungi da me voler dare "lezioni" a qualcuno.

12 agosto 2010 · Tullio Solinas

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