Reclamo contro il decreto che decide sull'esdebitazione

Al termine del procedimento, il Tribunale si pronuncia sulla domanda di esdebitazione con decreto, succintamente motivato, con il quale concede o nega l'esdebitazione.

Contro questo decreto gli interessati possono proporre reclamo davanti alla Corte di Appello ai sensi dell'articolo 26 della Legge fallimentare.

La legittimazione spetta:

  • al debitore;
  • ai creditori non integralmente soddisfatti (anche quelli esclusi dalla procedura consorsuale e quelli che non hanno fatto domanda di ammissione al passivo);
  • al pubblico ministero;
  • a qualunque interessato (inclusi il curatore, il comitato dei creditori, gli obbligati in via di regresso che per effetto dell'esdebitazione rimangono obbligati per intero, non potendo però agire verso l'ex fallito).

Il reclamo va proposto nel termine perentorio di dieci giorni.

Per il fallito, il curatore ed i creditori il termine decorra dalla comunicazione o notifica del provvedimento; riguardo agli altri interessati dall'esecuzione delle formalità pubblicitarie disposte dal Giudice delegato o dal Tribunale, se quest'ultimo ha emesso il provvedimento (articolo 26, terzo comma).

Indipendentemente dalla notifica del decreto, il reclamo non può più proporsi decorso il termine perentorio di novanta giorni dal deposito del provvedimento in cancelleria.

Il procedimento per il reclamo è analogo a quello per la domanda di esdebitazione.

Si presenta sotto forma di ricorso, da depositare nella cancelleria della Corte di Appello territorialmente competente.

Il reclamo deve contenere:

  1. l'indicazione del tribunale o della corte di appello competente, del giudice delegato e della procedura fallimentare;
  2. le generalità del ricorrente e l'elezione del domicilio nel comune in cui ha sede il giudice adito;
  3. l'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto su cui si basa il reclamo, con le relative conclusioni;
  4. l'indicazione dei mezzi di prova di cui il ricorrente intende avvalersi e dei documenti prodotti.

Il presidente, nei cinque giorni successivi al deposito del ricorso, designa il relatore, e fissa con decreto l'udienza di comparizione entro quaranta giorni dal deposito del ricorso.

Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell'udienza, deve essere notificato, a cura del reclamante, al curatore ed ai controinteressati entro cinque giorni dalla comunicazione del decreto.

La Corte si pronuncia sul reclamo, confermando o revocando il decreto.

La sua decisione è ricorribile per cassazione.

8 dicembre 2010 · Antonella Pedone

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Commenti e domande dei lettori

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  • elena1972 4 ottobre 2014 at 17:22

    La ringrazio per la celere risposta.
    E' un mio diritto o sbaglio quello di avere accesso agli atti che mi riguardano sia per la procedura fallimentare che per i crediti ancora in essere?

    • Simone di Saintjust 4 ottobre 2014 at 17:34

      Ci mancherebbe, è un suo precipuo diritto l'accesso agli atti per ottenere informazioni che la riguardino e che potrebbero essere utilizzate, a suo discarico, in altri procedimenti in cui è coinvolta.

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