Considerazioni conclusive su come il debitore deve gestire un accordo a saldo stralcio con il crediotre

Appena qualche mese fa su Repubblica, Eugenio Scalfari scriveva a proposito dei concordati: “Si parla di concordato quando un creditore si trova di fronte ad un credito pressoché inesigibile. Invece di perdere tutto propone un concordato al debitore. Un tempo il concordato si faceva intorno al 50 per cento del valore. Coi tempi che corrono il livello è sceso vertiginosamente: siamo in media intorno al 20 per cento, con punte al ribasso che arrivano fino al 7 per cento. I creditori, anziché perder tutto, accettano …”.

Dunque un accordo transattivo, oggi, non è conveniente per il debitore se si chiude su una cifra superiore al 20-30% del debito originario.

Inoltre solo se la cifra pattuita nell'accordo transattivo è sensibilmente diversa da quella prevista dal contratto originario (o dal debito formatosi, nel caso delle revolving) sarà possibile invocare gli effetti novativi del concordato nell'eventualità in cui il debitore non riuscisse a rispettare le scadenze di pagamento.

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