Non firmare assegni post datati (o cambiali)

Il debitore che accetta di emettere un assegno post datato a beneficio del creditore è un pò come il condannato all’impiccagione che prepara il cappio al boia.

Alcune società di recupero crediti propongono, all’accettazione del debitore, un accordo transattivo che prevede una ipotesi a saldo e stralcio delle posizioni debitorie pregresse, con un abbattimento degli importi a capitale e una riduzione degli interessi maturati.

All’accordo transattivo si aggiunge, non di rado, un piano di rientro del debito basato su una rimodulazione degli importi e delle scadenze convenute nel contratto originario. Si tratta, in pratica, di un piano di rateazione tipico di una operazione di consolidamento dell’esposizione debitoria: rate di importo più contenuto a fronte di un periodo di ammortamento di durata maggiore.

Ecco, dunque, pronto il piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi. è a questo punto che, il più delle volte, viene servita la polpetta avvelenata.

Si propone, cioè, l’accettazione del “vantaggioso” accordo subordinandolo alla sola condizione che il debitore emetta assegni post datati, a beneficio della società di recupero crediti, in numero, importo e scadenze temporali che ricalcano quanto previsto nel piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi.

Perchè per la società di recupero crediti è di vitale importanza l’emissione di assegni post datati da parte del debitore?

Per comprendere lo spiccato tropismo delle società di recupero crediti verso l’assegno post datato (peraltro vietato dalla legge) bisogna esaminare l’aspetto che maggiormente interessa la società di recupero crediti

Cosa vuol dire che l’assegno è un titolo esecutivo? Vuol dire che nel caso in cui, per una qualsiasi motivazione, non siete più in grado di pagare le rate dell’accordo a saldo e stralcio (cioè le cambiali) la società di recupero crediti non deve necessariamente chiedere al giudice un decreto ingiuntivo, ma può procedere al pignoramento di beni mobili ed immobili del debitore con un semplice precetto.

Per illustrare la differenza fra le due diverse procedure giudiziali (decreto ingiuntivo+precetto e precetto) esaminiamo l’immagine seguente:

Debiti e recupero crediti – cose che succedono quando non si seguono le procedure consigliate

Tenendo in conto che per ottenere un decreto ingiuntivo sono necessari tempi mediamente lunghi e comunque non certi (oltre a spese legali non trascurabili) si capisce perchè le società di recupero crediti propongano l’emissione di assegni non datati al debitore.

Una motivazione ampiamente sufficiente acchè i debitori non firmino mai assegni post datati a beneficio delle società di recupero crediti.

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Stai leggendo Non firmare assegni post datati (o cambiali) Autore Chiara Nicolai Articolo pubblicato il 30 gennaio 2012 Ultima modifica effettuata il 12 agosto 2014 Classificato nelle categorie accordo transattivo Etichettato con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , Archiviato nella sezione tutela del debitore » accordo transattivo a saldo stralcio Letture 2.239 Numero di commenti e domande: 5 Clicca qui per inserire un commento o porre una domanda.

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Commenti e domande dei lettori

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  • scaccoboy 29 novembre 2012 at 20:04

    Si calcola più o meno tutta la procedura per attivare il pignoramento del quinto dello stipendio si aggira intorno ai 2 o 3 mesi oppure mi trovo già il pignoramento in busta paga in questi termini temporali? Cioè ora che effettivamente mi verrà tolto il soldo dallo stipendio ci vorrà lo stesso tempo?

    • Carla Benvenuto 30 novembre 2012 at 04:37

      Parliamo di un paio di mesi a partire dalla data di notifica del precetto, di quel documento, cioè, in cui il creditore le chiede di pagare entro il termine ultimo di 10 giorni scaduti i quali l’avvisa che procederà al pignoramento dei beni di sua proprietà (fra questi beni deve intendersi ricompreso anche lo stipendio, ovvero il credito che lei vanta dal datore di lavoro per le prestazioni che gli eroga).

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