Debiti con equitalia a causa del padre

Equitalia invia le cartelle esattoriali

Sono un ragazzo di 30 anni di Lodi. Quando avevo circa 20 anni sono andato a lavorare con mio padre, artigiano.

Mi ha chiesto di firmare delle carte che mi avrebbero fatto diventare titolare, per poter beneficiare delle detrazioni fiscali per i giovani imprenditori (dal 2000 al 2004)

Io non me ne intendevo e non me ne intendo neppure adesso, ma fatto sta che non solo mio padre non ha mai pagato le tasse, ma mi sono visto recapitare qualche anno fa (2006) tutte le cartelle esattoriali. Mio padre non è assolutamente in grado di pagare il debito di 50.000 euro che mi ha causato.

Non ho più fatto niente, non ho pagato nulla, e da allora equitalia non si è mai fatta sentire.

Ieri mi è arrivata un avviso da parte delle poste, sono andato ed ho ritirato un nuovo avviso, in cui mi intimano di pagare entro 60gg.

Dal 2004, da quando ho lasciato il lavoro con mio padre, sono un normale dipendente di un'azienda privata, e non sono in grado di pagare quel debito.

Nella più totale ignoranza chiedo se è possibile trasferire questo debito a mio padre. Lui sarebbe d'accordo a dichiarare quanto detto.

Se non si può fare, dopo 10 anni non dovrebbero andare in prescrizione le sanzioni relative al 2000-2002?

Ci sono stati diversi condoni fiscali in questi anni, sarebbe possibile usufruirne?

Equitalia può richiedere a un terzo di pagare le somme

Dunque, non è possibile trasferire nulla a suo padre, a meno che lei non lo denunci per truffa o circonvenzione di incapace, con le conseguenze del caso.

I termini prescrizionali per le tasse evase ripartono, per un ulteriore decennio, dalla data di notifica delle cartelle esattoriali, e quindi dal 2006.

Lei, molto probabilmente, pagherà quanto deve, in tutto o in parte (dipende dall'importo dello stipendio e dalla durata della sua vita lavorativa da dipendente) con una trattenuta sulla retribuzione netta percepita.

Equitalia, infatti, può richiedere al terzo (il suo datore di lavoro) di pagare le somme di cui lei è debitore entro i limiti dell'importo dovuto secondo quanto previsto dal decreto legge numero 16/2012, che ha modificato il limite di pignorabilità delle somme dovute a titolo di stipendio, salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento.

Queste somme possono essere pignorate da Equitalia con un prelievo mensile massimo fissato nella misura di:

  •  1/10 nel caso in cui l'importo mensile percepito dal debitore sia minore di 2.500 euro
  •  1/7 nel caso in cui l'importo mensile percepito dal debitore sia compreso fra 2.500 e 5.000 euro
  •  1/5 nel caso in cui l'importo mensile percepito dal debitore vada oltre i 5.000 euro.

17 settembre 2012 · Loredana Pavolini

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