Come fare a meno delle banche » il Crowdfunding

Avete un progetto o un'idea per avviare un'attività in proprio ma non avete fondi e a nulla è valso chiedere un prestito alla banca?

Come fare, per fare a meno degli istituti di credito?

Ora potete rivolgervi alle società che gestiscono il crowdfunding in Italia.

Il crowdfunding è un canale alternativo di credito nato intorno al 2005 che ha tratto grande impulso dal clima di sfiducia verso il mondo della finanza dopo i fatti del 2008.

Con questo termine si indica una forma di finanziamento che può avere differenti finalità ma è accomunata dal fatto di essere generata su web grazie alla partecipazione diretta di una molteplicità di privati.

É una evoluzione, applicata alla finanza, del concetto di crowdsourcing in cui una molteplicità di persone portano il loro contributo di idee e lavoro per realizzare un progetto di utilità pubblica, come può essere Wikipedia o Linux.

Il crowdfunding è classificabile in base alle finalità ed al tipo di ritorno che viene dato al finanziatore.

Di tendenza sono le piattaforme reward-based in cui si chiede un certo importo per finanziare un progetto (in settori ad esempio come tecnologia, arte, design, moda) documentandolo e presentandolo con una clip e si riconosce un premio di valore crescente al crescere del contributo dato.

Di questa tipologia, Kickstarter è la più conosciuta negli U.s.a, mentre in italia sta spopolando Eppela.

Stanno prendendo piede anche le piattoforme equity in cui il finanziatore diventa un piccolo azionista dell'azienda: un esempio è Crowdcube.

Da un punto di vista dei volumi sono di gran lunga più significative le piattaforme di Social lending come Lending Club, Prosper, Zopa, e Smartika (tra le più note).

Qui il finanziatore presta il suo denaro ad un altro privato ed è ripagato con rate mensili comprendenti gli interessi: nel 2012 hanno erogato prestiti per un miliardo di dollari.

Esistono anche piattaforme lending che non riconoscono interessi, tipicamente per il microcredito verso chi vive nei Paesi più poveri .

L'esempio qui è Kiva che ha finanziato 950.000 persone per circa 400 milioni di dollari.

Un'ultima tipologia, sono le piattaforme donation in cui, come dice il nome, si fanno delle pure donazioni.

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