Crisi economica » Come la stanno affrontando i consumatori?

E' particolarmente attento, cauto, responsabile ed informato. Sceglie con cura dove fare la spesa, confronta i prezzi, insegue le offerte,e si sofferma in media sei minuti in più rispetto a due anni fa davanti agli scaffali prima di decidere di acquistare. È questa la fotografia del consumatore italiano, ormai etichettato come consapevole ed evoluto.

In questo articolo cercheremo di capire come sta cambiando il nostro modo di essere consumatori e utenti, e se siamo veramente più liberi di scegliere secondo i nostri desideri, le nostre capacità economiche e le nostre convinzioni.

I consumatori e la crisi economica

Innanzitutto, c'è da capire se effettivamente è vero che abbiamo imparato a non sprecare o questo è solo un, vile, modo per vedere il lato positivo della crisi.

Bisogna dire che la sensazione, ormai sempre più diffusa, è che non potremo più aspirare a quei livelli di benessere che sembravano quasi scontati prima del 2008.

A questo si aggiunge la consapevolezza che non possiamo continuare a consumare le risorse naturali come abbiamo fatto finora.

Quindi non rimane che imparare a comportarsi in maniera responsabile e consapevole. Ciò, lo si capisce proprio dalla lettura delle dinamiche e dei trend di consumo degli ultimi anni.

Nel momento in cui c'è stata una contrazione consumi, dal 2008 al 2010, abbiamo iniziato a ridurre i volumi degli acquisti: compravamo gli stessi prodotti, della stessa qualità, ma in quantità minore.

Poi questo comportamento si è trasformato e abbiamo iniziato a comprare meno ma a ricercare maggiore valore e una qualità più alta.

Lo sviluppo più recente, infine, segnala un'ulteriore riduzione della quantità e della qualità, ma compensata da una maggiore consapevolezza nel processo di scelta, durante il quale si mettono in atto le strategie di consumatore attento non solo alla spesa, ma anche al benessere, alla salute e alla conservazione del pianeta.

Ma questo significa anche che corriamo meno rischi di essere pilotati dal mondo del marketing

C'è da notare che, purtroppo, i consumatori sono più o meno sempre costretti a recitare una parte che è già stata scritta da altri.

È sempre il mercato, infatti, a creare i bisogni e anticipare i desideri.

Inoltre, le aziende stanno adottando nuove strategie di marketing per affrontare questi nuovi trend: hanno ampliato l'offerta per intercettare e riconquistare il cosiddetto consumatore liquido, che si sposta da un segmento all'altro del mercato.

E contemporaneamente hanno ridotto i prezzi, per continuare a vendere anche in presenza di una minore disponibilità economica.

Inoltre, hanno capito che chi compra oggi pretende correttezza, eticità e la possibilità di garantire per sé e per i propri figli un futuro migliore.

Ed per questo che nel settore alimentare si moltiplicano le etichette bio, quelle a chilometri zero, l'italianità al cento per cento, eccetera.

Molte imprese hanno capito questa nuova e esigenza dei consumatori e si sono adeguati con estrema serietà e consapevolezza a questo nuovo stile, che si propone di riscoprire il rispetto per la natura.

Ma occorre fare attenzione a non affidarci solo agli slogan e alle promesse, recependo bene quali sono le trappole in cui possiamo cadere, sicuramente quelle della comodità e della facilità.

Anche se siamo più informati, è ancora alto il rischio di abbassare la guardia e acquistare d'impulso.

Dobbiamo, invece, imparare a leggere le etichette e a capire a fondo le dinamiche del consumo etico e responsabile.

Oggi sono soprattutto piccoli movimenti di consumatori a farlo, che hanno riscoperto il legame che c'è tra il consumo e l'aggregazione, tra il nutrimento del corpo e quello dell'anima.

È paradossale, però, che a fronte della riscoperta del far da sé, dal pane alle piccole riparazioni, si registri anche un aumento nelle vendite delle verdure in busta già lavate.

3 aprile 2014 · Patrizio Oliva

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