Crisi dei mutui, retata a Wall Street

Sessanta persone arrestate e 406 incriminate: ha le proporzioni di una retata su Wall Street l'operazione coordinata dal ministero della Giustizia degli Stati Uniti e dall'Fbi nell'ambito dell'indagine sul fallimento dei fondi speculativi che ha innescato la crisi dei subprime.

L'Fbi ha annunciato di aver individuato 144 casi di frode legati ai mutui subprime, per un totale di 1 miliardo di dollari di perdite.

MANAGER BEAR STEARNS NEL MIRINO - Nel mirino delle autorità federali, fra gli altri, due ex manager di Bear Stearns, accusati di frode, complotto e insider trading. Ralph Cioffi e Matthew Tannin, rischiano ora decine di anni di carcere. Se le accuse verranno confermate Cioffi rischia fino a 40 anni di reclusione, mentre Tannin ne rischia 20 non pendendo su di lui l'accusa di insider trading.

Secondo indiscrezioni i due sarebbero stati messi in libertà su cauzione. Dalle indagini sarebbe infatti emerso che i due ex manager erano perfettamente al corrente del cattivo stato di salute dei fondi, anche se pubblicamente affermavano il contrario rassicurando e allo stesso tempo ingannando gli investitori.

A inchiodare Cioffi e Tannin i due sarebbe uno scambio di e-mail: Tannin dal suo indirizzo di posta elettronica privato proponeva a Ciotti di discutere della chiusura degli hedge fund. Proposta che Cioffi accettava invitandolo nella sua casa in New Jersey. Ambedue erano a conoscenza delle difficoltà dei fondi ma, nonostante questo, quattro giorni dopo, nel corso di una conference call, Cioffi, pur dichiarando che i risultati dei fondi speculativi erano in calo, constatava apertamente che non c'erano problemi di liquidità e che il portafoglio titoli era solido.

L'INDAGINE - Cioffi e Tannin a parte, la lista delle persone coinvolte è lunga: le autorità hanno incriminato 406 persone e arrestato altre 60.

Il fallimento dei fondi è costato agli investitori 1,6 miliardi di dollari. Nell'illustrare i risultati preliminari dell'indagine e spiegare le motivazioni alla base dell'arresto di Cioffi e Tannin, le autorità hanno sottolineato che «gli arresti degli ex manager di Bear Stearns forniscono la magnitudine e la grossolanità della loro cattiva condotta. Hanno gravemente violato la fiducia pubblica», tradendo gli investitori che regolarmente non venivano messi al corrente dell'andamento reale dei propri investimenti.

19 giugno 2008 · Patrizio Oliva

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  • Francesco Semprini & Nouriel Roubini 22 giugno 2008 at 16:51

    La frammentazione dei controlli e della disciplina che governano banche e istituti finanziari aumenta i rischi e favorisce operazioni fraudolente come quelle compiute da centinaia di manager e gestori in tutti gli Stati Uniti». A dichiararlo è Nouriel Roubini, già consulente del Tesoro, docente di Economia della New York University, e tra i saggi intervenuti al vertice di Davos e al simposio Ambrosetti di Cernobbio.

    Era prevedibile un fenomeno di tale ampiezza?
    Quanto successo non mi meraviglia, non si tratta della prima né sarà l'ultima volta. Del resto l'America, e non solo essa, ci ha già riservato sorprese del genere, basti pensare allo scandalo Enron, o in Italia all'affare Parmalat.

    E' colpa della mancanza di controlli?
    Nel caso dei manager di Bear Stearns parliamo di fondi speculativi ovvero di operatori che hanno una regolamentazione molto limitata e in alcuni casi le attività per la loro stessa natura sono quasi completamente fuori controllo. Nel caso dei "subprime" così come dei mutui in generale e dell'intero sistema di cartolarizzazione del credito parlerei invece di sottovalutazione del rischio da parte di erogatori di mutui, ma anche di negligenza delle banche. Non dimentichiamo che Citigroup ha accumulato svalutazioni per 14 miliardi di dollari, Bear Stearns ha chiuso i battenti e le altre società di Wall Street svalutano a rotta di collo. Questo è conseguenza di una regolamentazione non appropriata e di una scarsa attenzione degli organi di supervisione e controllo. Ovviamente lacune di questo genere favoriscono piani criminali come quelli scoperti dall'Fbi.

    Chi è maggiormente responsabile?
    La responsabilità è diffusa. Ci sono gli erogatori di mutui che concedono prestiti con troppa facilità, le agenzie di rating che elargiscono triple A (il massimo giudizio nella scala del credito, ndr.) con leggerezza sottovalutando il reale rischio associato a certi prodotti finanziari pur di tenersi buoni i clienti. Ma c'è anche la complicità delle banche che si sottraggono ai controlli, mentre dal punto di vista della regolamentazione c'è troppa frammentazione.

    Serve un maggiore accentramento di poteri alla Fed quindi?
    Può darsi, ma quello ancor più importante è che gli operatori finanziari siano soggetti a stessa regolamentazione e rispondano ad un unico ente di controllo.

    I prodotti derivati che ruolo hanno avuto?
    Sono nati per ammortizzare il rischio ma se non opportunamente regolamentati dal punto di vista della trasparenza si prestano a creare confusione o ad essere ignari complici di frodi.

    Tutto questo avrà un impatto sull'economia?
    L'economia americana è già in una fase di recessione causata dalla crisi del mercato creditizio e dalla generale contrazione di liquidità del sistema finanziario. Di certo 300 arresti e 400 casi di frode non fanno bene agli equilibri del Paese da un punto di vista economico e sociale perché alimentano la sfiducia nei confronti delle istituzioni da parte dei risparmiatori.

    Come è possibile evitare che i cittadini paghino le conseguenze?
    E' in discussione un progetto di legge al Congresso che rafforza le tutele nei confronti di chi rischia di perdere la propria casa. Mi sembra un passo nella giusta direzione.

    I Paesi europei corrono rischi del genere?
    Dipende. In Italia ad esempio l'esposizione delle banche è molto più limitata e questo rende meno probabile collassi sul modello Bear Stearns e da un punto di vista criminale meno facile compiere frodi come quella sui mutui americani.

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