Crisi dei consumi, anche il Natale sarà più "povero"

Il clima siberiano di questi giorni ci porta con la mente direttamente all'inverno, e cosa c'è di più bello quando fa freddo che imbaccuccarsi con cappello, sciarpa e guanti e uscire per pensare ai regali di Natale? Che meraviglia!

Tutto perfetto se non fosse per l'allarme lanciato dai commercianti lombardi che denunciano un calo della spesa per le famiglie. Lombardia, appunto, in testa alla classifica delle regioni italiane per quanto riguarda il calo consumi. L'Iri information resources ha fatto un po' di calcoli e qualche proiezione sui consumi e le prospettive non sono certo rosee. Per i milanesi sarà un bianco e stringato Natale.

Colpa della televisione che crea falsi bisogni. No, stupidaggini, colpa della busta paga sempre più "leggera". Già il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, aveva lanciato l'allarme della battuta d'arresto dei consumi, non a causa dell'inflazione, più meno sotto controllo, ma di quei 1000 euro al mese che non bastano mai. Si prende solo lo stretto indispensabile, a discapito anche di quel periodo dell'anno in cui si vorrebbero avere le mani più bucate che mai per far felici tutti.

Il consumo, però, è il motore dell'economia. Se si spende uguale ma si acquista meno evidentemente qualcosa che non va c'è. La preoccupazione è bilaterale, consumatori che non ce la fanno più e commercianti che registrano cali nel bilancio. A rimmetrci sono tutti, grande o piccola distribuzione che sia. Propio per questo motivo la proposta di Adiconsum è di "riaprire" l'Osservatorio sui prezzi, organismo che in realtà non era mai stato sciolto e quindi sarà più facile rimettere al lavoro per capire le cause e trovare soluzioni al caso spesa.

Alimentari, abbigliamento e elettrodomestici sono le voci che fanno registrare le diminuzioni più significative - dal 2,5 all'8% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Come si fa ad immaginare un Natale al risparmio? La festa dell'opulenza e delle tavole imbandite - senza nulla togliere alla religiosità - non può essere messa a repentaglio per uno stipendio troppo basso. La riflessione triste è che il problema non è circoscritto al periodo natalizio, però si sa, sotto le feste si tende ad essere più sensibili.

di Simona Mapelli da Milano 2.0

16 novembre 2007 · Patrizio Oliva

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