Chi è il cattivo pagatore

Il cattivo pagatore è di solito identificato con il debitore non puntuale (debitore moroso) nel corrispondere - alle scadenze concordate contrattualmente - l'importo delle  rate di un prestito personale o di un mutuo casa.

Ma, possiamo anche tratteggiare il cattivo pagatore come  il debitore che, trovandosi in un momento di temporanea difficoltà economica, si trova obbligato a sospendere i pagamenti (debitore incagliato) comunicando tuttavia al proprio creditore la volontà e l'impegno ad onorare tutte le obbligazioni assunte.

Abbiamo poi il debitore che, in quanto cattivo pagatore, mette consapevolmente in atto pratiche finalizzate unicamente a ritardare, per quanto possibile, le eventuali procedure adottate dal proprio creditore per l'escussione forzata del debito (debitore inadempiente).

Ancora, fra le fattispecie di un cattivo pagatore possiamo annoverare il debitore che è effettivamente ed oggettivamente incapace, per i motivi più differenti, di rispettare il piano di ammortamento o di rientro dalla propria esposizione (debitore insolvente) e per il quale risulta inutile, con palmare evidenza, l'attivazione di una qualsiasi azione giudiziale per il recupero del credito.

Non può escludersi, nel novero dei cattivi pagatori, il debitore protestato per aver emesso assegni a vuoto o cambiali rimaste impagate. Anche il debitore che ha subito solo la  revoca di sistema, sempre per l'emissione di assegni a vuoto, deve essere considerato un cattivo pagatore, indipendentemente dal fatto che il procedimento sanzionatorio conseguente non abbia condotto al protesto del titolo di credito (debitore revocato).

Come tipologia di cattivo pagatore non va dimenticato il debitore che è stato oggetto di una sentenza di fallimento passata in giudicato (debitore fallito). Infine non può non essere citato, come esempio di cattivo pagatore, il debitore pignorato, ovvero il soggetto che ha subito l'espropriazione forzata di beni di proprietà.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Dario 29 aprile 2013 at 12:27

    Gentili esperti,

    ultimamente sto avendo problemi con un operatore di energia nel mercato libero che mi ha addebitato sulla bolletta delle voci che in realtà non ho mai chieste e sommatesi nel corso degli anni ho chiesto più volte di stornarli dal conto.
    Vorrei sapere,visto che perdono tempo,dato che ho già cambiato operatore,se ritardo la bolletta o non la pago in attesa di una corretta,rischio di essere segnalato al crif o al sic per mancato pagamento?

    Grazie mille

    • Ludmilla Karadzic 29 aprile 2013 at 12:44

      Non esiste la segnalazione alle banche dati dei cattivi pagatori per fatturazioni non pagate di energia. Inoltre, i fornitori conoscono benissimo gli errori che commettono in fase di fatturazione.

    • Dario 29 aprile 2013 at 18:05

      La ringrazio per la risposta immediata e diretta,mi ero preoccupato perchè documentandomi in internet ho letto in alcuni siti che dal 2012 è già in vigore un sistema appunto per proteggere i gestori di energia da eventuali furbetti costringengoli a pagare attraverso il nuovo operatore che è obbligato a riscuotere nella nuova bolletta quella non pagata precedentemente con una voce apposita in bolletta.

      In questo modo però non si ha più la possibilità di far valere i propri diritti anche nei casi in cui si ricevono bollette "ingiuste" come nel mio caso minacciando di segnalarci al Crif e di pagarla comunque al nuovo operatore altrimenti niente luce.

      Preoccupato ho preferito chiedervi un parere attendibile.

      Non è per le 100 euro,ma per principio non ammetto che debba essere truffato e loro giocano sulla nostra debolezza e impotenza ed alla fine per le paure sopracitate paghiamo come pecorelle.

      Grazie davvero è stata molto gentile.

    • Ludmilla Karadzic 29 aprile 2013 at 18:20

      Se le fatture non pagate sono oggetto di contestazione, il vecchio fornitore deve addivenire a conciliazione oppure promuovere azione giudiziale nei suoi confronti. Il fornitore subentrante non può esigere il pagamento di fatture per quello uscente che sono oggetto di contestazione.

      Comunque, per passare al mercato libero occorre scegliere una nuova offerta e sottoscrivere un nuovo contratto di fornitura chiudendo quello precedente (recesso). Sarà il nuovo venditore a dover inoltrare la richiesta di chiusura del vecchio contratto (recesso) al venditore precedente.

      La lettura viene effettuata dal nuovo fornitore qualche giorno prima del passaggio effettivo, per consentire al vecchio fornitore di emettere l'ultima bolletta. Il nuovo fornitore utilizza questa stessa lettura come punto di partenza per conteggiare i consumi ed emettere le proprie bollette.

      Altre utili info può trovarle qui.

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