CRIF EURISC – guida alla cancellazione gratuita e senza intermediari [Commento 1]

  • MICOL LAVINIA LUNDARI 26 febbraio 2008 at 00:03

    Nella sede di via Fantin rigide misure di sicurezza e scatoloni un pò ovunque, fra una scrivania e l'altra. «Le conseguenze di una continua espansione», spiega Maurizio Liuti, responsabile della comunicazione di Crif, società di informazioni creditizie, vero centravanti di sfondamento del terziario avanzato targato Bologna.

    Nel 2006 qui lavoravano 650 persone; nel solo 2007 ne sono state assunte addirittura 250. La media dell'azienda è di cento nuovi innesti ogni dodici mesi, «soprattutto giovani laureati in matematica e statistica, che però sono rari».

    Tante assunzioni sono dovute a una salute di ferro dell'azienda, nata venti anni fa sulla scia della realtà anglosassone. All'epoca - era la vigilia degli anni Novanta - nessuno in Italia si occupava di raccogliere, gestire e sviluppare le informazioni creditizie delle piccole e medie aziende e dei cittadini (le grandi aziende, come Parmalat e Fiat, sono appannaggio della Banca d'Italia).

    Crif da allora si occupa di avvallare la concessione di un mutuo da parte delle banche, ricostruendo il passato finanziario di aziende e privati, alla ricerca di pagamenti puntuali o ritardi nei versamenti.

    Un lavoro delicato, inviso a chi non riceve i crediti richiesti dalle banche, che spinge Crif a ricercare la massima sicurezza e a puntualizzare: «Ci è capitato di ricevere le proteste di cittadini ai quali non era stato concesso il mutuo, ma noi non prendiano decisioni sui prestiti, non curiamo liste di cattivi pagatori».

    Un lavoro comunque in forte crescita. I 140 milioni di euro di fatturato (cento in più rispetto a otto anni fa) fanno di Crif l'azienda leader in Europa, visto che la concorrente più diretta nel Vecchio continente è la tedesca Schufa, che si ferma a 70 milioni. Oggi Crif è il riferimento di quasi il 90% degli sportelli bancari.

    Il suo database continuamente aggiornato può offrire notizie su ogni azienda e persona fisica italiana, «applicando gli stessi metodi di indagine utilizzati da società importanti come Standard&Poor's nel valutare la salute economica di un intero Paese» precisa Liuti. E grazie all'espansione verso l'estero partita dieci anni fa, che ha interessato l'America e l'Est Europa, Crif riesce a produrre immediatamente un report su 50 milioni di imprese in 230 paesi del mondo. «Se l'azienda è già censita, con un click possiamo valutare il suo grado di affidabilità. Altrimenti ci bastano pochi giorni per avviare un'istruttoria».

    Crif punta ora al mercato del Maghreb: l'anno scorso ha vinto una gara internazionale per la realizzazione di un sistema informativo per la centrale rischi della marocchina Bank Al-Maghrib. Ma il cuore dell'azienda, promette Liuti, resterà a Bologna. «I nostri dipendenti che lavorano all'estero sono poche decine. Non c'è bisogno di spostarsi da questa città, perché quello che vendiamo è know-how, cioè intelligenza». L'intelligenza, però, è difficilmente sostituibile.

    Ed è per questo che Crif cerca di fidelizzare al massimo i suoi dipendenti (il 55% sono laureati). «Cerchiamo di venire incontro alle esigenze dei lavoratori, e delle mamme soprattutto. Con i nostri numeri è impossibile organizzare un nido aziendale; per rimediare, Crif ha pensato a contributi volontari (il 40% in più dello stipendio) per l'aspettativa post parto, o per pagare la baby sitter»

    • adelaide 1 maggio 2009 at 03:44

      certo parole peccato che vi basta un tasto per rovinare la vita ALLE PERSONE , HO RICHESTO UN PRESTITO ALLA POSTA ma mi hanno chiesto un garante , questo non era proprio pulito ed adesso non posso accedere ad un altro finanziamento , spero che la legge italiana chiuda il crif, del resto nelle altri parti dell europa non c'e e assurdo sono rovinata per un prestito mai preso e con tanto di liberatoria, quindi per rispetto a chi l'ha presa nel sedere no scriva piu scemate.

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