Contratti di prestito e credito su pegno

L’Associazione Italiana degli Istituti di Credito su Pegno ha origine dall’antica Federazione dei Monti di Pietà, che nel 1996 venne ricostituita con l’attuale denominazione, è presieduta dal Prof. Avv. Serafino Gatti e riunisce la quasi totalità delle Banche che erogano prestiti tramite credito su pegno, forma contrattuale prevista e regolata dal Decreto Legislativo 1 settembre 1993 n.385 ( e successive modifiche), della Legge 10 maggio 1938 n.745 e dal Regio Decreto 25 maggio 1939 n.1279.

Allo stato, dopo le numerose fusioni e concentrazioni che si sono avute nel settore creditizio, gli Istituti bancari aderenti all’Associazione Italiana degli Istituti di Credito su Pegno sono 48 e la sede è in Roma, piazza del Monte di Pietà n.33.

Il credito su pegno è un’antichissima operazione praticata dai Monti di Pietà istituiti nel XV secolo dai Francescani per combattere l’usura. La nuova legge bancaria, recata dal decr. Leg.vo 1.9.1993 n.385 ne ha fatto un’operazione di dignità pari a tutte le altre che vengono offerte dalle Banche alla propria clientela ma che si distingue da tutte le altre perché è l’unica che può essere chiesta ed ottenuta nell’arco della stessa mattina. Occorre, ovviamente, disporre di un bene da costituire in pegno ed esibire un documento di identità ed il codice fiscale.

L’oggetto viene presentato dal cliente e, per disposizione di legge, viene valutato da uno stimatore. L’importo del prestito su pegno non può accedere i quattro quinti del valore di stima se trattasi di pegno di preziosi ed i due terzi del valore stesso quando trattasi di oggetti non preziosi. La durata dell’operazione non può essere inferiore a tre mesi é maggiore di un anno anche se sono ammessi rinnovi previo pagamento degli interessi maturati e nuova stima dell’oggetto impegnato. A fronte dell’operazione viene rilasciata un polizza al portatore che abilita il suo detentore a riscattare in qualsiasi momento il bene impegnato con il versamento del capitale, degli interessi e degli accessori.

Le operazioni di credito su pegno sono state sempre coperte dal più assoluto anonimato che è stato però mitigato dalla legge 4.2.1977 n.20 (che, per motivi di polizia, ha imposto agli istituti l’obbligo di identificare i richiedenti il prestito su pegno e coloro che effettuano l’operazione di disimpegno e di annotare su di un apposito registro le loro generalità, il loro domicilio, gli estremi del documento d’identità, la data dell’operazione, il numero di polizza rilasciata e la descrizione degli oggetti ricevuti in pegno). La restituzione del prestito su pegno deve essere effettuata – al più tardi – alla scadenza ; trascorso un mese senza che il bene sia riscattato l’oggetto può essere venduto all’asta pubblica.

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Stai leggendo Contratti di prestito e credito su pegno Autore Chiara Nicolai Articolo pubblicato il 5 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il 9 aprile 2014 Classificato nelle categorie contratti di prestito Etichettato con tag , . Archiviato nella sezione origine dei debiti » contratti di prestito – carte di credito e revolving – sovraindebitamento, microcredito, usura » contratti di prestito – cessione del quinto e prestito delega Numero di commenti e domande: 10 Clicca qui per inserire un commento o porre una domanda

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Commenti e domande dei lettori

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  • maria 5 gennaio 2010 at 21:55

    vorrei sapere se a bari esiste un banco dei pegni a bari

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