Pegno non possessorio - Escussione del pegno

Al verificarsi di un evento che determina l'escussione del pegno, il creditore, previo avviso scritto al datore della garanzia e agli eventuali titolari di un pegno non possessorio trascritto successivamente, ha facoltà di procedere:

  1. alla vendita dei beni oggetto del pegno trattenendo il corrispettivo a soddisfacimento del credito fino a concorrenza della somma garantita e con l'obbligo di informare immediatamente per iscritto il datore della garanzia dell'importo ricavato e di restituire contestualmente l'eccedenza; la vendita è effettuata dal creditore tramite procedure competitive anche avvalendosi di soggetti specializzati, sulla base di stime effettuate, salvo il caso di beni di non apprezzabile valore, da parte di operatori esperti, assicurando, con adeguate forme di pubblicità , la massima informazione e partecipazione degli interessati; l'operatore esperto è nominato di comune accordo tra le parti o, in mancanza, è designato dal giudice; in ogni caso è effettuata, a cura del creditore, la pubblicità sul portale delle vendite pubbliche di cui all'articolo 490 del codice di procedura civile;
  2. alla escussione dei crediti oggetto di pegno fino a concorrenza della somma garantita;
  3. ove previsto nel contratto di pegno e iscritto nel registro delle imprese, alla locazione del bene oggetto del pegno imputando i canoni a soddisfacimento del proprio credito fino a concorrenza della somma garantita, a condizione che il contratto preveda i criteri e le modalità di valutazione del corrispettivo della locazione; il creditore pignoratizio comunica immediatamente per iscritto il datore della garanzia stessa;
  4. ove previsto nel contratto di pegno e iscritto nel registro delle imprese, all'appropriazione dei beni oggetto del pegno fino a concorrenza della somma garantita, a condizione che il contratto preveda anticipatamente i criteri e le modalità di valutazione del valore del bene oggetto di pegno e dell'obbligazione garantita; il creditore pignoratizio comunica immediatamente per iscritto al datore della garanzia il valore attribuito al bene ai fini dell'appropriazione.

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  • Ornella De Bellis 8 maggio 2016 at 08:20

    Seguendo esigenze della economia aziendale e assecondando la necessità sempre più sentita dalle imprese di poter disporre, nelle strategie di finanziamento, di beni strumentali, sulla scia di esperienze contrattuali un tempo controverse come il lease-back, il pegno non possessorio introduce una forma di garanzia che l'imprenditore può utilizzare sui beni destinati all'impresa in modo da moltiplicarne l'utilità.

    Laddove il meccanismo del leasing di ritorno (leas-back) consente lo smobilizzo di asset destinati alla produzione e al contempo il perdurante utilizzo degli stessi da parte dell'imprenditore ex proprietario che li riceve in leasing dalla società acquirente dietro il pagamento di un canone, nel nostro caso il bene rimane in proprietà dell'imprenditore che tuttavia lo costituisce in pegno potendolo, pertanto, utilizzare a fini di garanzia di un eventuale finanziamento.