Credito al consumo » Istruzioni per l'uso

1. Credito al consumo » Prontuario per il consumatore
2. Che cos'è il credito al consumo
3. Chi concede credito al consumo
4. Le varie forme di credito al consumo
5. I tassi di interesse nei contratti di credito al consumo
6. Il contratto di credito al consumo

Credito al consumo » Prontuario per il consumatore

I dati più recenti indicano per il nostro Paese un crescente ricorso al credito al consumo da parte delle famiglie italiane.

E' questo un fenomeno in continua crescita che, se da un lato permette il mantenimento di un livello soddisfacente di consumi, razionalizzando e diluendo nel tempo i costi dei beni acquistati, dall'altro espone sempre più consumatori ai rischi importanti connessi alla difficoltà di fare fronte agli impegni assunti con le finanziarie.

Il problema è che anche solo il mancato pagamento di due rate, genera per il consumatore conseguenze piuttosto pesanti.

Noi riteniamo che sul ricorso eccessivamente facile a questo sistema di finanziamento degli acquisti, si debba fare maggiore chiarezza. In tal senso abbiamo predisposto questo vademecum che ha l'obiettivo di cominciare a rispondere ad alcuni quesiti di base sui meccanismi di funzionamento del sistema del credito al consumo.

Che cos'è il credito al consumo

Per credito al consumo si intende la concessione, nell'esercizio di un'attività commerciale o professionale, di credito sotto forma di dilazione di pagamento, di finanziamento o di altra analoga facilitazione finanziaria a favore di una persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.

Il credito al consumo, quindi, è rivolto esclusivamente al singolo individuo ed alle famiglie, che necessitano del credito per far fronte a proprie spese ed usufruiscono della possibilità di rimborsarlo in forma rateale.

Si tratta, quindi, di prestiti concessi ai consumatori che necessitano di un aiuto finanziario per la pianificazione di spese per acquisto di beni di consumo durevoli o non e/o di servizi.

Questo sistema di finanziamento, originariamente, era previsto per gli acquisti importanti di una famiglia, quali l'automobile o l'arredamento della casa, ad elevato impatto sul bilancio familiare e relativi a beni con una vita utile pluriennale.

Con l'evoluzione della società dei consumi e delle opportunità ed esigenze legate alle condizioni di benessere, la gamma delle operazioni finanziabili e, quindi, dei beni e servizi che possono essere acquistati attraverso questo sistema di finanziamento si è notevolmente ampliato.

Così oggi, come è noto, si acquistano a rate gli elettrodomestici, ma anche smartphone e personal computer, lettori DVD, vacanze e viaggi.

Chi concede credito al consumo

Il credito al consumo può essere concesso soltanto da banche, società di intermediazione finanziaria iscritte nell'apposito albo tenuto presso l'Ufficio Italiano dei Cambi e dai commercianti (fornitori e distributori di beni/servizi), ma in quest'ultimo caso esclusivamente sotto forma di rateizzazione del pagamento del prezzo pattuito per la transazione.

Come è noto, in Italia, negli anni più recenti, si è osservata una forte crescita dei volumi trattati come forme di credito al consumo, cui ha corrisposto anche una crescita del numero degli operatori ed un'evoluzione dei rispettivi profili.

I dati di mercato più aggiornati ci confermano che è cresciuta l'affermazione di soggetti specializzati, tipicamente società finanziarie sorte sull'onda della forte crescita della domanda e dell'altrettanto elevata appetibilità del settore.

Le società specialistiche detengono una quota preponderante del business (in termini di volumi), rispetto alle banche cosìddette generaliste.



Le varie forme di credito al consumo

Nel credito al consumo rientrano varie forme di finanziamento. Tali strumenti sono: la vendita a rate, il prestito personale, il prestito con cessione di un quinto dello stipendio, il credito rotativo e le carte di credito.

Come è noto, nella gamma di prodotti di finanziamento disponibili per la clientela vi sono altre tipologie di credito che, tuttavia, non rientrano nel credito al consumo (ad esempio: i mutui e i contratti di leasing).
I consumatori possono scegliere, dunque, diverse forme.

La vendita a rate

Tramite il credito rateale, il cliente ottiene il finanziamento di un importo determinato e definiscono fin dalla stipula del contratto in quante rate rimborsarlo.

Se il tasso d'interesse pattuito è fisso, anche l'onerosità della singola rata è fissata ex ante e non modificabile; nel caso di tasso d'interesse variabile (vedi più avanti), l'importo delle rate è modificabile, in base all'andamento dei tassi, rimanendo fissato nel numero.

E' questa, probabilmente, la forma di finanziamento più longeva e quindi più nota ai consumatori.

La vendita a rate è, pertanto, una forma di finanziamento diretta ai consumatori privati, e ciò distingue il credito rateale dal leasing, che può essere stipulato da professionisti e imprenditori.

Nella vendita a rate si ha un immediato passaggio di proprietà del bene (anche se, è opportuno ricordarlo, tale passaggio resta "condizionato" al regolare pagamento delle rate) dal fornitore del bene (venditore) all'utilizzatore (acquirente e soggetto finanziato).

Il prestito personale

Il prestito personale consiste nell'erogazione, da parte di intermediari finanziari, di finanziamenti non finalizzati, ovvero privi di destinazione specifica.

Ciò significa che il soggetto finanziato può utilizzare la somma ricevuta come meglio crede.

Il cliente si impegna a restituire la somma erogata secondo un piano di ammortamento finanziario, di norma a tasso fisso e rate costanti, a scadenze concordate.

Ogni rata è composta di due parti: la quota capitale, che fa riferimento alla restituzione del capitale finanziato, e la quota interessi (via via decrescente), ovvero quella parte che concerne la corresponsione degli interessi, calcolati sul debito residuo.

Un prestito personale può risultare assistito da garanzie, a tutela del creditore, nel caso in cui il soggetto finanziato risulti insolvente.

Il prestito con cessione di un quinto dello stipendio

Il prestito con cessione di un quinto dello stipendio prevede che i dipendenti possano ottenere dei finanziamenti la cui restituzione avviene mediante una trattenuta mensile diretta sullo stipendio.

Il soggetto finanziatore, di norma, non richiede particolari garanzie né raccoglie informazioni analitiche sulla situazione finanziaria delle persone; in altri termini, in presenza dei requisiti richiesti, il finanziamento viene erogato.

La garanzia più importante, in effetti, è quella della stabilità del posto (e del contratto) di lavoro.

Con riferimento alla modalità di rimborso, il piano di ammortamento prevedere che il dipendente possa destinare fino a 1/5 dello stipendio netto mensile al pagamento della rata. Tale somma verrà quindi direttamente trattenuta nella sua busta paga.

Anche la cessione del quinto è un forma di prestito non finalizzata.

Il credito rotativo e le carte di credito

Queste forme di finanziamento vengono qui esaminate congiuntamente dato che, molto spesso, un'apertura di credito rotativo è spesso assistita da un'apposita carta e, inoltre, entrambe consentono ai consumatori di avere la titolarità della disponibilità di una somma di denaro da utilizzare come meglio credono (trattandosi di credito non finalizzato).

Le carte di credito, in questi ultimi anni, stanno diventando uno strumento di pagamento molto utilizzato anche dai consumatori italiani, sebbene il livello di diffusione dello strumento resti ancora al di sotto di quello di altri Paesi europei o degli USA.

Si tratta di strumenti che consentono al consumatore di acquistare beni e pagare servizi senza utilizzare denaro contante e di raggruppare tutte le spese effettuate in un mese con un unico addebito sul c/c, con valuta posticipata (di solito, nel corso del mese successivo rispetto a quello di effettuazione delle spese).

Nel caso di una transazione regolata con carta di credito, i venditori sono tenuti a controllare l'identità di colui che presenta la carta e la firma del titolare, apposta sul retro della carta stessa, al fine di identificare con certezza il titolare della carta e concludere positivamente la transazione.

Come già detto, il rimborso delle somme utilizzate avviene nel mese successivo, a saldo (con un unico versamento) o in più rate, nel caso di carta di credito revolving.

Nel primo caso si ottiene una dilazione di pagamento senza l'applicazione di un tasso di interesse.

Le carte di credito consentono anche di ottenere contante presso gli sportelli bancari automatizzati (ATM), previa digitazione del codice segreto.

Inoltre, il cliente può utilizzarle per effettuare pagamenti per corrispondenza, ricariche di schede telefoniche, acquisti di carburante.

La maggior parte delle carte di credito consentono di effettuare operazioni di e-commerce, ovvero regolare transazioni on line tramite internet.

Infine, le carte di credito possono essere utilizzate anche fuori dallo Stato di residenza.

In caso di furto o smarrimento, il consumatore può contattare il numero dell'assistenza clienti, fruibile tanto dall'Italia quanto dall'estero, per bloccare immediatamente l'operatività della carta smarrita e richiedere un duplicato.

Le carte di credito prevedono, di norma, massimali di spesa mensili, fissati dalla banca sulla base delle caratteristiche dell'utilizzatore.

Il massimale di spesa, insieme al meccanismo di accumulazione delle spese effettuate in un periodo e di pagamento della somma complessiva a una data successiva (che va dai 15 ai 30 gg. dal momento della definizione del saldo mensile) rappresenta il credito associato a tale strumento.

Massimali più elevati sono quindi possibili per soggetti che la banca reputa più "affidabili" e caratterizzati da esigenze di spesa evidentemente più importanti.

Il titolare ed utilizzatore di una carta di credito, in ogni caso, anche a prescindere dal massimale di spesa che la banca gli ha concesso, deve prestare attenzione nella pianificazione delle proprie spese, per evitare crisi di liquidità.

La carta di credito non va pertanto vissuta come un benefit concesso dalla banca, ma come un vero e proprio strumento di credito e di pagamento.

In circolazione vi sono diverse tipologie di carte di credito.

Una delle tipologie di carte più diffusa è la carta revolving.

Questo strumento di finanziamento è la vera carta di credito, una carta, cioè, che, oltre alle funzionalità di tutte le normali carte a saldo, incorpora un vero e proprio "prestito", che può essere utilizzato per pagare beni o servizi e per ritirare soldi in contanti.

Il consumatore, con questo tipo di carta, ha la possibilità di fare acquisti e rimborsarli un po' per volta, secondo la sua disponibilità, senza obbligo di pagare mensilmente una rata fissa.

Infatti il cliente ogni mese può scegliere la rata di rimborso che preferisce pagare, superiore ad una rata minima.

Man mano che si restituiscono le somme spese, si crea disponibilità per nuove spese e, ovviamente, si riduce l'ammontare del debito residuo.

La carta revolving permette, in sostanza, di spendere denaro indipendentemente dalla somma che il consumatore ha sul proprio c/c bancario, ma ovviamente nel rispetto del limite massimo del plafond mensile di spesa concordato con la propria banca, e di restituire il debito in più rate.

E' importante sottolineare che, qualora il consumatore non utilizza tale carta, oppure se la utilizza e gli importi vengono resi per intero, non paga alcun interesse.

Viceversa, nel caso in cui il consumatore opti per un rimborso rateale, le dilazioni di pagamento rese possibili dalle carte revolving prevedono l'applicazione di tassi di interesse, di norma, piuttosto elevati, o comunque relativamente più elevati rispetto ad altri strumenti di finanziamento.

L'impiego di tali carte richiede, pertanto, un'attenta valutazione da parte del potenziale utilizzatore, al fine di vagliare tanto i profili di costo, quanto l'adeguatezza dello strumento ai propri profili di reddito/spesa, al fine di evitare spiacevoli sorprese derivanti dall'applicazione di interessi che rischiano di essere significativi.

Una carta molto diffusa è la cd. carta prepagata, la quale è uno strumento di pagamento piuttosto che di finanziamento. Si tratta di uno strumento che ha avuto una crescente diffusione negli ultimi anni e merita alcuni cenni per confrontarne i meccanismi di funzionamento con quelli delle carte di credito vere e proprie.
La carta prepagata si può acquistare con un credito a scalare e non prevede la necessaria titolarità di un rapporto di conto corrente con una banca.

Tale carta può essere ricaricabile (anche tramite piattaforme web), oppure del tipo usa e getta, cioè utilizzabile solamente fino all'esaurimento della somma disponibile.

I costi di queste carte vengono fissati dalle società emittenti (ad esempio, eventuali costi di ricarica) ed alcuni strumenti possono essere utilizzati esclusivamente nei negozi convenzionati.

Questa puntualizzazione sui circuiti di spendibilità della carta è molto importante, in quanto, anche in questo caso, il potenziale utilizzatore dovrà attentamente valutare l'adeguatezza dello strumento alle proprie esigenze di spesa.

Se il circuito per la spendibilità della carta è ristretto (pochi punti convenzionati, magari alcuni dei quali poco interessanti per il cliente o non facilmente raggiungibili), la carta prepagata può non essere lo strumento più appropriato.

Viceversa, se il consumatore ha programmato un viaggio all'estero oppure è un acquirente solo occasionali di prodotti/servizi via web, potrebbe attivare una carta prepagata del tipo usa e getta, a tutela di possibili frodi (che, in questo caso, sarebbero limitate all'ammontare disponibile sulla carta, ovvero all'ammontare della somma "caricata").

Va altresì detto che l'utilizzatore di una carta prepagata può mantenere l'anonimato sull'acquisto, ma soprattutto può "tenere d'occhio" le proprie spese ricaricando la carta solo se necessario e per un importo da lui scelto.

I tassi di interesse nei contratti di credito al consumo

Il tasso d'interesse è il prezzo che si paga per ottenere un prestito ed è calcolato in percentuale sull'ammontare erogato.

Il tasso, ovvero l'entità degli interessi che i consumatori devono pagare sulla somma da restituire, è uno degli elementi più importanti da considerare nella scelta del contratto di credito da stipulare.

Le principali tipologie di tasso che sono offerti sul mercato dalle banche e società finanziarie sono:

Tasso fisso
Il tasso fisso è stabilito in via definitiva e predeterminata all'inizio del prestito, in base al parametro di riferimento EURIRS.

Questo tipo di tasso è particolarmente indicato per individui con un reddito sostanzialmente stabile, perché, non essendo il tasso modificabile, le rate saranno sempre dello stesso importo ed i consumatori conosceranno, fin dalla stipula del contratto, gli importi delle singole rate a scadere e l'ammontare complessivo del debito da restituire.

Il tasso fisso presenta come vantaggi la certezza della misura del tasso indipendentemente dalle variazioni di mercato e come svantaggio l'impossibilità di usufruire di eventuali riduzioni dei tassi (e quindi di rate di rimborso più basse).

Tasso variabile
Il tasso variabile è legato all'andamento di determinati indici finanziari, i cosiddetti parametri di indicizzazione, i più diffusi dei quali sono l'EURIBOR e il LIBOR.

A tale indice viene applicata una maggiorazione (cd. spread), che rappresenta il margine di guadagno dell'intermediario.

Normalmente il tasso variabile, almeno inizialmente, è più contenuto del tasso fisso.

Questo "sconto" si paga in termini di incertezza. I finanziamenti a tasso variabile non consentono, infatti, di conoscere l'esatto importo delle rate successive alla prima e quindi di determinare preventivamente la spesa per interessi.

Con questo tipo di tasso il consumatore potrà approfittare di eventuali riduzioni dei tassi (e quindi di rate di rimborso più contenute), accollandosi al contempo il rischio di veder aumentare l'importo delle rate in caso di incremento dei tassi.

Per questo motivo tale tasso è consigliabile a quei soggetti che abbiano una pur minima propensione al rischio.

Tasso Misto
Il tasso misto rappresenta un compromesso tra tasso fisso e tasso variabile. Nei prestiti a tasso misto generalmente viene applicato un tasso fisso per un periodo iniziale prevedendo la possibilità di passare al tasso variabile per il periodo successivo, a discrezionalità del cliente.

Questa formula consente di usufruire della certezza dell'importo delle rate per un certo numero di anni, senza perdere l'opportunità di una futura riduzione dei tassi.

Il contratto di credito al consumo

Prima della stipula

Prima di sottoscrivere un contratto di finanziamento, il consumatore ha il diritto di ricevere dalla banca, dalla finanziaria o dal venditore del bene informazioni chiare e precise sulle condizioni che verranno praticate nelle condizioni di finanziamento che gli vengono proposte.

Le banche e le finanziarie, presso le proprie sedi, devono adeguatamente pubblicizzare i tassi di interesse, i prezzi e le altre condizioni economiche relative ai servizi offerti, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa in termini di trasparenza.

Il consumatore può essere informato delle sopra citate condizioni anche attraverso avvisi sintetici, che devono obbligatoriamente essere affissi all'interno dei locali di banche e società finanziarie, oppure per il tramite di fogli informativi analitici, che devono essere consegnati ai consumatori che ne fanno richiesta.

I documenti pubblicitari relativi ai contratti di credito al consumo ed ai prodotti acquistabili a credito devono sempre indicare chiaramente il tasso annuo effettivo globale (TAEG) ed il relativo periodo di validità.

Il significato di TAN e TAEG

La sigla TAEG sta per tasso annuo effettivo globale ed indica il costo complessivo di un credito/finanziamento erogato da una finanziaria o da un istituto bancario.

Il TAEG permette al consumatore di confrontare in modo omogeneo più offerte di finanziamento (date le caratteristiche dei contratti in termini di importo e durata) e di scegliere quello più conveniente.

Il TAEG, infatti, calcolato applicando ai dati del finanziamento una formula matematica alquanto complessa, è uniforme in tutti gli Stati dell'Unione Europea e consente al consumatore di conoscere preventivamente l'effettiva spese che dovrà sostenere.

Il TAEG deve essere pubblicizzato da ogni operatore bancario o finanziario per ogni genere di operazione di finanziamento.

Nel calcolo del TAEG sono incluse, oltre al rimborso del capitale e a quello degli interessi pattuiti, le seguenti voci:

Dal calcolo del TAEG sono escluse le seguenti voci:

Il fatto di includere altri costi, oltre quelli della restituzione del capitale avuto in prestito e degli interessi veri e propri, nel calcolo del TAEG, comporta che il costo complessivo del finanziamento, anche se si tratta di piccole cifre, può arrivare ad essere di molto superiore al tasso dichiarato dal soggetto finanziatore (cd. Tasso Annuo Nominale, TAN).

Il TAN, infatti, misura il solo costo nominale del capitale preso a prestito, senza tenere conto degli altri costi che il contratto di credito al consumo comporta.

I requisiti del contratto
Il contratto di credito al consumo deve avere obbligatoriamente forma scritta ed essere redatto in due copie, una delle quali deve essere consegnata al consumatore.

Qualora si tratti di un credito finalizzato, il contratto viene redatto in tre copie, delle quali una viene trattenuta dal venditore.

Nel contratto devono essere chiaramente indicati:

  1. il nome della banca o della finanziaria che eroga il prestito ed i dati del beneficiario del credito, che deve essere identificato tramite documento d'identità e codice fiscale, secondo quanto disposto dalla normativa antiriciclaggio in vigore nel nostro Paese (al consumatore, di norma, vengono richiesti anche documenti che attestano il suo reddito);
  2. l'importo e le modalità del finanziamento, unitamente al numero, importo e scadenze delle rate di rimborso;
  3. il TAN ed il TAEG e le eventuali condizioni in base alle quali possono essere modificati;
  4. importo e causale degli oneri esclusi dal calcolo del TAEG o, se non è possibile indicarli con precisione, una loro stima realistica;
  5. eventuali maggiori spese applicabili in caso di ritardato pagamento delle rate;
  6. eventuali garanzie richieste;
  7. eventuali coperture assicurative richieste al consumatore e non comprese nel calcolo del TAEG;
  8. le modalità di recesso.

Se si tratta di credito al consumo per l'acquisto di determinati beni o servizi, devono essere anche indicati:

  1. la descrizione analitica dei beni o servizi per cui è richiesto il finanziamento;
  2. il prezzo di acquisto in contanti, quello stabilito nel contratto e l'ammontare dell'acconto, se previsto;
  3. le condizioni per il trasferimento del diritto di proprietà, nei casi in cui non sia immediato;
  4. le condizioni pattuite.

Clausole invalide e cause di nullità

Il contratto di credito al consumo è nullo quando non è stipulato per iscritto ovvero quando alcune clausole contrattuali sono assenti o nulle, perché in contrasto con la legge vigente in materia.

In questo caso:

  1. si applica un TAEG equivalente al tasso nominale minimo dei BOT annuali o di altri titoli simili emessi nei 12 mesi precedenti la stipula del contratto in oggetto;
  2. il contratto di credito al consumo ha una scadenza a 30 mesi;
  3. il consumatore può scegliere di rimborsare anticipatamente il credito o di risolvere il contratto senza oneri aggiuntivi e penalità.

Il comportamento del consumatore

Dopo aver ottenuto il finanziamento, il consumatore deve rimborsare alla banca o alla finanziaria la somma ottenuta mediante il pagamento delle rate alle scadenze e con le modalità stabilite, come l'addebito sul c/c bancario, l'utilizzo di bollettini postali, etc.

Il consumatore è tenuto a comunicare tempestivamente al finanziatore il cambiamento di alcuni suoi dati personali, quali la residenza o il domicilio, nonché le eventuali difficoltà che gli impediscono di pagare puntualmente anche una sola rata, per agevolare la soluzione dei problemi ed evitare il rischio di contenzioso o l'intervento delle società di recupero crediti.

Il consumatore ha la facoltà di estinguere anticipatamente il prestito, in qualsiasi momento, saldando le rate residue, gli interessi e gli oneri maturati fino al momento dell'estinzione, oltre ad un compenso che deve mantenersi nei limiti previsti dalla legge, ma solamente se previsto nel contratto.

Il consumatore deve ricordare che il contratto di vendita e quello di finanziamento sono due contratti distinti e separati.

Quindi, qualora il bene/servizio per il cui acquisto è stato concesso il finanziamento risulti difettoso e qualora lo stesso non venga consegnato/erogato, l'acquirente deve informare repentinamente la banca o la finanziaria, ma senza sospendere mai il pagamento delle rate.

Anche nel caso in cui il consumatore, sottoscrivendo un contratto d'acquisto fuori dai locali commerciali (cioè in casa propria, per telefono, per strada, per televisione, etc.) richiedendo contestualmente un finanziamento per pagare il bene o il servizio, abbia un ripensamento o instauri una controversia con il venditore, ha l'obbligo di informare il finanziatore del problema insorto senza mai interrompere il pagamento dei rimborsi.

In caso contrario, infatti, diventerebbe inadempiente nei confronti del creditore.

Altre informazioni utili
Molte volte capita che il consumatore, invece di un vero e proprio contratto, compili in realtà solamente un modulo simile ad una proposta di contratto, ossia una proposta unilaterale che diventa efficace solamente con dell'espressa accettazione del finanziatore o a seguito del versamento dell'importo stabilito.

La scadenza delle singole rate è indicata nel contratto di credito ed il finanziatore non invia ulteriori avvisi al consumatore, che deve ricordarsi di pagare puntualmente le rate.

Infatti, qualora vi sia un ritardo nel rimborso, gli interessi dovuti vengono maggiorati ed il consumatore rischia di essere iscritto nella lista dei cattivi pagatori.

26 febbraio 2014 · Giovanni Napoletano

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Stai leggendo Credito al consumo » Istruzioni per l'uso Autore Giovanni Napoletano Articolo pubblicato il giorno 26 febbraio 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 4 marzo 2017 Classificato nella categoria contratti di prestito e di garanzia Inserito nella sezione contratti di prestito - microcredito usura e sovraindebitamento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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