Il contratto di credito al consumo

Prima della stipula

Prima di sottoscrivere un contratto di finanziamento, il consumatore ha il diritto di ricevere dalla banca, dalla finanziaria o dal venditore del bene informazioni chiare e precise sulle condizioni che verranno praticate nelle condizioni di finanziamento che gli vengono proposte.

Le banche e le finanziarie, presso le proprie sedi, devono adeguatamente pubblicizzare i tassi di interesse, i prezzi e le altre condizioni economiche relative ai servizi offerti, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa in termini di trasparenza.

Il consumatore può essere informato delle sopra citate condizioni anche attraverso avvisi sintetici, che devono obbligatoriamente essere affissi all'interno dei locali di banche e società finanziarie, oppure per il tramite di fogli informativi analitici, che devono essere consegnati ai consumatori che ne fanno richiesta.

I documenti pubblicitari relativi ai contratti di credito al consumo ed ai prodotti acquistabili a credito devono sempre indicare chiaramente il tasso annuo effettivo globale (TAEG) ed il relativo periodo di validità.

Il significato di TAN e TAEG

La sigla TAEG sta per tasso annuo effettivo globale ed indica il costo complessivo di un credito/finanziamento erogato da una finanziaria o da un istituto bancario.

Il TAEG permette al consumatore di confrontare in modo omogeneo più offerte di finanziamento (date le caratteristiche dei contratti in termini di importo e durata) e di scegliere quello più conveniente.

Il TAEG, infatti, calcolato applicando ai dati del finanziamento una formula matematica alquanto complessa, è uniforme in tutti gli Stati dell'Unione Europea e consente al consumatore di conoscere preventivamente l'effettiva spese che dovrà sostenere.

Il TAEG deve essere pubblicizzato da ogni operatore bancario o finanziario per ogni genere di operazione di finanziamento.

Nel calcolo del TAEG sono incluse, oltre al rimborso del capitale e a quello degli interessi pattuiti, le seguenti voci:

  • le spese di istruttoria e apertura della pratica di credito;
  • le spese di riscossione dei rimborsi e di incasso delle rate, se stabilite dal creditore (es. le spese per il pagamento a mezzo RID);
  • le spese per l'assicurazione o le garanzie, imposte dal creditore1 , intese ad assicurargli il rimborso totale o parziale del credito in caso di morte, invalidità, infermità o disoccupazione del consumatore;
  • il costo dell'attività di mediazione svolta da un terzo, se necessaria all'ottenimento del credito;
  • gli altri eventuali costi contemplati dal contratto.

Dal calcolo del TAEG sono escluse le seguenti voci:

  • le somme che il consumatore deve pagare per l'inadempimento di un qualsiasi obbligo contrattuale, inclusi gli interessi di mora;
  • le spese, diverse dal prezzo di acquisto, a carico del consumatore indipendentemente dal fatto che si tratta di un acquisto in contanti o a credito.

Il fatto di includere altri costi, oltre quelli della restituzione del capitale avuto in prestito e degli interessi veri e propri, nel calcolo del TAEG, comporta che il costo complessivo del finanziamento, anche se si tratta di piccole cifre, può arrivare ad essere di molto superiore al tasso dichiarato dal soggetto finanziatore (cd. Tasso Annuo Nominale, TAN).

Il TAN, infatti, misura il solo costo nominale del capitale preso a prestito, senza tenere conto degli altri costi che il contratto di credito al consumo comporta.

I requisiti del contratto
Il contratto di credito al consumo deve avere obbligatoriamente forma scritta ed essere redatto in due copie, una delle quali deve essere consegnata al consumatore.

Qualora si tratti di un credito finalizzato, il contratto viene redatto in tre copie, delle quali una viene trattenuta dal venditore.

Nel contratto devono essere chiaramente indicati:

  1. il nome della banca o della finanziaria che eroga il prestito ed i dati del beneficiario del credito, che deve essere identificato tramite documento d'identità e codice fiscale, secondo quanto disposto dalla normativa antiriciclaggio in vigore nel nostro Paese (al consumatore, di norma, vengono richiesti anche documenti che attestano il suo reddito);
  2. l'importo e le modalità del finanziamento, unitamente al numero, importo e scadenze delle rate di rimborso;
  3. il TAN ed il TAEG e le eventuali condizioni in base alle quali possono essere modificati;
  4. importo e causale degli oneri esclusi dal calcolo del TAEG o, se non è possibile indicarli con precisione, una loro stima realistica;
  5. eventuali maggiori spese applicabili in caso di ritardato pagamento delle rate;
  6. eventuali garanzie richieste;
  7. eventuali coperture assicurative richieste al consumatore e non comprese nel calcolo del TAEG;
  8. le modalità di recesso.

Se si tratta di credito al consumo per l'acquisto di determinati beni o servizi, devono essere anche indicati:

  1. la descrizione analitica dei beni o servizi per cui è richiesto il finanziamento;
  2. il prezzo di acquisto in contanti, quello stabilito nel contratto e l'ammontare dell'acconto, se previsto;
  3. le condizioni per il trasferimento del diritto di proprietà, nei casi in cui non sia immediato;
  4. le condizioni pattuite.

Clausole invalide e cause di nullità

Il contratto di credito al consumo è nullo quando non è stipulato per iscritto ovvero quando alcune clausole contrattuali sono assenti o nulle, perché in contrasto con la legge vigente in materia.

In questo caso:

  1. si applica un TAEG equivalente al tasso nominale minimo dei BOT annuali o di altri titoli simili emessi nei 12 mesi precedenti la stipula del contratto in oggetto;
  2. il contratto di credito al consumo ha una scadenza a 30 mesi;
  3. il consumatore può scegliere di rimborsare anticipatamente il credito o di risolvere il contratto senza oneri aggiuntivi e penalità.

Il comportamento del consumatore

Dopo aver ottenuto il finanziamento, il consumatore deve rimborsare alla banca o alla finanziaria la somma ottenuta mediante il pagamento delle rate alle scadenze e con le modalità stabilite, come l'addebito sul c/c bancario, l'utilizzo di bollettini postali, etc.

Il consumatore è tenuto a comunicare tempestivamente al finanziatore il cambiamento di alcuni suoi dati personali, quali la residenza o il domicilio, nonché le eventuali difficoltà che gli impediscono di pagare puntualmente anche una sola rata, per agevolare la soluzione dei problemi ed evitare il rischio di contenzioso o l'intervento delle società di recupero crediti.

Il consumatore ha la facoltà di estinguere anticipatamente il prestito, in qualsiasi momento, saldando le rate residue, gli interessi e gli oneri maturati fino al momento dell'estinzione, oltre ad un compenso che deve mantenersi nei limiti previsti dalla legge, ma solamente se previsto nel contratto.

Il consumatore deve ricordare che il contratto di vendita e quello di finanziamento sono due contratti distinti e separati.

Quindi, qualora il bene/servizio per il cui acquisto è stato concesso il finanziamento risulti difettoso e qualora lo stesso non venga consegnato/erogato, l'acquirente deve informare repentinamente la banca o la finanziaria, ma senza sospendere mai il pagamento delle rate.

Anche nel caso in cui il consumatore, sottoscrivendo un contratto d'acquisto fuori dai locali commerciali (cioè in casa propria, per telefono, per strada, per televisione, etc.) richiedendo contestualmente un finanziamento per pagare il bene o il servizio, abbia un ripensamento o instauri una controversia con il venditore, ha l'obbligo di informare il finanziatore del problema insorto senza mai interrompere il pagamento dei rimborsi.

In caso contrario, infatti, diventerebbe inadempiente nei confronti del creditore.

Altre informazioni utili
Molte volte capita che il consumatore, invece di un vero e proprio contratto, compili in realtà solamente un modulo simile ad una proposta di contratto, ossia una proposta unilaterale che diventa efficace solamente con dell'espressa accettazione del finanziatore o a seguito del versamento dell'importo stabilito.

La scadenza delle singole rate è indicata nel contratto di credito ed il finanziatore non invia ulteriori avvisi al consumatore, che deve ricordarsi di pagare puntualmente le rate.

Infatti, qualora vi sia un ritardo nel rimborso, gli interessi dovuti vengono maggiorati ed il consumatore rischia di essere iscritto nella lista dei cattivi pagatori.

26 febbraio 2014 · Giovanni Napoletano

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