Valutazione dei crediti in bilancio - cessione e norme fiscali

Peraltro, è noto che, per gli speculari profili tributari della questione concernenti la possibilità di detrarre le perdite in sede di determinazione del reddito d'impresa, l'amministrazione finanziaria ha facoltà di disconoscere i vantaggi tributari conseguiti in operazioni di cessione di crediti, qualora poste in essere senza valide ragioni economiche ed allo scopo esclusivo di ottenere fraudolentemente un risparmio d'imposta.

Secondo giurisprudenza consolidata in tema di perdite su crediti conseguenti alla loro cessione a prezzo interiore a quello nominale, invero, il corrispettivo pattuito per la cessione di un credito non ha in sé alcun rilievo ai fini dell'accertamento dell'esistenza degli elementi "certi e precisi" richiesti dalla legge per la detrazione delle perdite, ove non si dimostri che esso corrisponde all'effettiva riduzione di valore reale del credito stesso, per la diminuzione della garanzia patrimoniale idonea ad impedire, ridurre od ostacolare la (integrale) ricuperabilità coattiva del credito.

In sostanza, i profili di certezza e precisione richiesti dalla legge non riguardano, in riferimento alle ipotesi di perdite su crediti determinate da cessioni pro-soluto, solo la perdita emergente dalla cessione in sé considerata, bensì gli elementi che, a monte, hanno indotto alla cessione medesima, precisando che è onere del contribuente provare che la perdita risultante dalla cessione si era già verificata.

Ed il contenuto di tale onere si concretizza con riferimento a situazioni tradizionalmente ricondotte alla dichiarazione di non poter adempiere, all'invio senza esito di intimazioni, diffide o precetti, al protesto dei titoli, alla mancanza di beni in proprietà del debitore, sino alla fuga o latitanza del debitore ed alla chiusura dei locali dell'impresa.

In conclusione, sia per il creditore originario, che intenda ottenere l'adempimento dal suo debitore, sia per il creditore cessionario, ciò che rileva - al fine di calcolo del valore del credito - è essenzialmente il grado di probabilità di ottenere tempestiva e piena soddisfazione da parte del debitore.

La valutazione dei crediti deve avere come parametro detta solvibilità e non può ancorarsi soltanto alle offerte di acquisto da parte di terzi o a programmate operazioni di cartolarizzazione, le quali circostanze, se legittimano aggiustamenti della valutazione ai valori di realizzo per tenere conto dei costi complessivi di tali operazioni, tuttavia non possono condurre a rettifiche di valore esorbitanti, a meno che queste dipendano proprio dall'oggettivo valore dei crediti.

Sono quelli appena elencati gli orientamenti indicati dai giudici della Corte di cassazione nella sentenza numero 5450/15.

20 marzo 2015 · Giorgio Valli

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