Cosa fare se il titolo esecutivo non viene correttamente notificato al debitore e prosegue la fase di esecuzione della riscossione coattiva dei debiti tributari

Nel processo tributario (ma non solo) l'omessa notifica (meglio la notifica viziata da nullità) del titolo esecutivo (cartella esattoriale, avviso di accertamento immediatamente esecutivo, ingiunzione fiscale) rende nulli gli atti successivi, anche correttamente notificati; sia quelli prodromici alla fase di esecuzione della riscossione coattiva (avviso di intimazione, preavviso di iscrizione di ipoteca, preavviso di iscrizione di fermo amministrativo) sia quelli propri della fase di esecuzione della riscossione coattiva (iscrizione di ipoteca sugli immobili, iscrizione di fermo amministrativo sui veicoli, pignoramento dei beni del debitore).

Ma attenzione alla notifica del titolo esecutivo, ormai effettuata servendosi esclusivamente del servizio postale: omessa notifica vuol dire, sostanzialmente, che l'atto è stato inoltrato ad un indirizzo diverso da quello del domicilio fiscale o della residenza anagrafica del debitore e notificato a persona del tutto estranea al debitore steso. La notifica non è omessa se si perfeziona per compiuta giacenza nell'ufficio postale, in occasione di una temporaneamente assenza del debitore. Per questo motivo, prima di ritenere omessa la notifica del titolo esecutivo è bene prendere visione delle ricevute AR in mano alla controparte, effettuando accesso agli atti presso il concessionario della riscossione (cartella esattoriale) o l'ente impositore (avviso di accertamento immediatamente esecutivo o ingiunzione fiscale).

Cerchiamo, adesso, di capire come comportarsi quando apprendiamo l'esistenza della pregressa notifica di titolo esecutivo (cartella esattoriale, avviso di accertamento immediatamente esecutivo, ingiunzione fiscale) solo successivamente, attraverso:

  • la notifica di un atto prodromico alla fase di riscossione coattiva come l'avviso di intimazione, il preavviso di iscrizione di ipoteca, il preavviso di iscrizione di fermo amministrativo;
  • la notifica di un atto esecutivo come l'iscrizione di ipoteca sugli immobili, l'iscrizione di fermo amministrativo sui veicoli, il pignoramento dello stipendio, della pensione, del conto corrente, di un immobile;
  • la consultazione dell'estratto di ruolo, sia online che quando ottenuto, su specifica richiesta, dal concessionario della riscossione.

Nel processo tributario gli atti prodromici alla fase di esecuzione della riscossione coattiva come l'avviso di intimazione, il preavviso di fermo amministrativo, il preavviso di iscrizione ipotecaria possono essere impugnati innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale per eccepire l'omessa notifica del titolo esecutivo presupposto. Ciò anche se i preavvisi di ipoteca e di fermo amministrativo non sono esplicitamente inclusi fra gli atti impugnabili di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 546/1992 (Corte di cassazione sentenza 10672/09).

Nel processo tributario non sono ammesse le opposizioni all'esecuzione della riscossione coattiva regolate dall'articolo 615 del codice di procedura civile, fatta eccezione per quelle concernenti la pignorabilità dei beni. In pratica ciò significa che ci si può rivolgere al giudice dell'esecuzione del Tribunale per opporsi all'esecuzione della riscossione coattiva conseguente all'omessa notifica del titolo esecutivo presupposto solo dopo la corretta notifica di una atto di pignoramento dei beni di proprietà del debitore. Mentre per eccepire l'omessa notifica del titolo esecutivo presupposto, impugnando un atto esecutivo correttamente notificato come l'iscrizione di fermo amministrativo o l'iscrizione di ipoteca, l'unico giudice competente è la Commissione Tributaria Provinciale.

Nel processo tributario, l'estratto di ruolo è atto autonomamente impugnabile innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, se la cartella esattoriale non risulta essere stata notificata al debitore: i giudici della Suprema Corte, a sezioni unite, con la sentenza 19704/15 hanno infatti argomentato che è indiscutibile la possibilità per il debitore di far valere l'invalidità della notifica di una cartella esattoriale della quale (a causa di detta invalidità ) sia venuto a conoscenza oltre i previsti termini di impugnazione, per esempio da un estratto di ruolo (sia online che quando ottenuto, su specifica richiesta, dal concessionario della riscossione).

Ma anche nel caso di omessa notifica del titolo esecutivo e di successiva impugnazione degli atti prodromici alla fase di esecuzione della riscossione coattiva, degli atti propri della fase di esecuzione della riscossione coattiva o dell'estratto di ruolo, bisogna prestare la massima attenzione ai tempi: con la sentenza 16370/12 la sezione tributaria della Corte di Cassazione ha affermato il principio secondo il quale è possibile procedere ad una nuova notifica del titolo esecutivo entro i termini di decadenza.

Il rimedio di impugnare gli atti prodromici alla fase di esecuzione della riscossione coattiva o gli atti propri della fase di riscossione coattiva (innanzi alla CTP o al giudice dell'esecuzione qualora inerenti la pignorabilità dei beni del debitore) per eccepire l'intervenuta decadenza del titolo esecutivo o il pagamento integrale già effettuato della pretesa tributaria (all'epoca della notifica) può essere adottato anche se il titolo esecutivo risulta essere stato correttamente consegnato al debitore.

7 ottobre 2015 · Annapaola Ferri

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