Cosa sono i crediti alimentari

Costituiscono crediti alimentari gli assegni periodici, anche non risultanti da provvedimenti dell'Autorità giudiziaria, al debitore corrisposti:

  1. dal coniuge;
  2. dai figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, e, in loro mancanza, dai discendenti prossimi, anche naturali;
  3. dai genitori e, in loro mancanza, dagli ascendenti prossimi, anche naturali; dagli adottanti;
  4. dai generi e dalle nuore;
  5. dal suocero e dalla suocera;
  6. dai fratelli e dalle sorelle germani o unilaterali; con precedenza dei germani sugli unilaterali.

I genitori sono tenuti al mantenimento dei figli, anche se maggiorenni,  almeno fino a quando essi non abbiano conseguito l'indipendenza economica. I figli  avranno comunque diritto agli alimenti, anche dopo il raggiungimento dell'indipendenza economica,  qualora vengano a trovarsi  in uno stato di necessità. Fra fratelli e sorelle corre l'obbligo di corrispondere gli alimenti limitatamente alle esigenze primarie. E' tuttavia dovuta la contribuzione alle spese  di istruzione  per un fratello o una sorella minorenne.

Per poter  vantare un  credito alimentare è necessaria una condizione di indigenza. In altre parole, chi chiede gli alimenti deve trovarsi in una situazione tale da non poter provvedere, autonomamente, a soddisfare le proprie, più elementari, esigenze di vita; dimostrando, ad esempio,  di non percepire un reddito sufficiente e di non essere riuscito, nonostante la volontà e gli sforzi profusi,  a trovare un posto di lavoro o, ancora, ad avviare un'attività in proprio.

Naturalmente l'attività lavorativa offerta a chi chiede gli alimenti deve essere adeguata  alla sua condizione sociale, culturale e professionale. In altre parole, per negare ad un soggetto  il diritto agli alimenti, non è sufficiente asserire che al potenziale "creditore" sia stato inutilmente proposto  un lavoro da facchino se si tratta di un laureato in ingegneria elettronica oppure un "esodato" (rimasto impigliato nella rete di ‘incompetenza ed insensibilità della pur lacrimevole sig.ra Fornero)  che aveva in precedenza svolto mansioni dirigenziali presso un'importante società manifatturiera o di servizi.

Entrano pure in gioco, per il diritto alla richiesta di crediti alimentari,  fattori come la  disponibilità economica di colui che è presunto essere tenuto  a versare gli alimenti e, soprattutto, come abbiamo avuto modo di vedere esaminando il quadro sinottico,  il vincolo di parentela esistente fra il richiedente gli alimenti ed il soggetto chiamato all'obbligazione.

Va poi aggiunto che l'obbligo alimentare può essere soddisfatto anche solo ospitando, presso la propria abitazione, colui che ne ha diritto (un vantaggio per l'eventuale dichiarazione DSU-ISEE, dal momento che aumentano i componenti del nucleo familiare).   La prassi più frequentemente adottata resta, tuttavia, quella del  normale versamento degli assegni alimentari,  possibilmente  tramite bonifico per semplificare (eliminando la necessità di una dichiarazione sottoscritta in autentica) la procedure di detrazione dall'IRPEF, contestualmente alla presentazione dell'annuale dichiarazione dei redditi.

Per finire, sembra quasi inutile aggiungere che l'importo dell'assegno alimentare deve essere commisurato al bisogno di colui a cui è destinato, come pure deve tener conto della capacità economico patrimoniale del soggetto obbligato al versamento.

Spesso associamo i crediti alimentari a quelli dovuti per l'ex coniuge separato e per il mantenimento dei figli. Ma non bisogna confonderli. E' opportuno operare, infatti, una netta distinzione fra crediti alimentari e crediti necessari al mantenimento. I crediti funzionali al “mantenimento del tenore di vita” non presuppongono una situazione di bisogno, ma sono finalizzati a garantire al debitore quanto occorre ad assicurargli di soddisfare le più svariate esigenze (anche superflue - non soltanto la sopravvivenza). Nel caso di separazione personale o divorzio, in particolare, l'assegno di mantenimento è erogato per consentire al percipiente debitore la possibilità di condurre un tenore di vita economico simile a quello concessogli durante il matrimonio. Ne consegue che l'importo quantificato per il mantenimento potrebbe anche risultare superiore a quanto strettamente necessario per gli “alimenti”, cioè per le esigenze di vita più elementari.

Dunque, come abbiamo visto, si può essere costretti a versare crediti alimentari, in forma coattiva, anche per il mantenimento di altri familiari indigenti.

A riprova di quanto asserito, la vicenda che riportiamo di seguito.

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