Crack Parmalat - I banchieri sapevano tutto e dovrebbero risarcire anche le mucche

Ieri il Beppe Grillo è arrivato al centro congressi dove si celebra il processo Parmalat poco prima delle 9.30. Ma prima di entrare in aula per deporre come testimone si è lasciato andare a qualche commento (GUARDA IL VIDEO). Un piccolo fuori programma in cui ha ribadito la sua verità su Parmalat e ha chiuso con una battuta: "Dovrebbe risarcire anche le mucche".

In aula il comico genovese ha spiegato di essere venuto a conoscenza dei debiti dell'azienda da Domenico Barili, ex direttore generale della multinazionale di Collecchio. Lo ha conosciuto nel 1997-98 quando venne invitato a Montecarlo per seguire il gran premio di formula uno dai box sponsorizzati Parmalat (ASCOLTA LA TESTIMONIANZA).

Durante una cena nel 2001, alla fine del suo spettacolo al palasport Bruno Raschi, Grillo parlò con Barili che gli fece la confessione: un'azienda con 13mila miliardi di lire di debiti in una economia normale sarebbe già fallita da tempo. “Non fu una battuta scherzosa - ricorda ai giudici Grillo - mi raccontava cose serie, era spontaneo e sincero”.

“Ricordo con precisione la frase sul fallimento”, continua il comico. Che spiega come in seguito abbia voluto indagare su quel debito controllando il sito web di Banca d'Italia. Non solo trovò conferme alle parole di Barili, ma si accorse che l'azienda di Collecchio non era neanche la peggiore: "La Fiat ha il doppio dei debiti di Parmalat mentre Telecom arriva addirittura al triplo".

“Nel mio spettacolo mettevo in ridicolo che dal latte - continua in aula - si potesse costruire un'azienda come la Coca Cola”.

La stessa frase Grillo l'aveva pronunciata fuori dal tribunale, approfondendo uno dei temi che più gli sta a cuore: il conflitto d'i nteresse, la delicata situazione del gruppo Rcs e di tutto il sistema della Borsa italiana: “Se provassimo a far quotare presso Borse estere le aziende italiane tutte le 280 società verrebbero rifiutate”.

I difensori del dottor Barili, avvocati Simona Capra e Fabio Fabbri, hanno commentato al termine dell'udienza: “Grillo ha provveduto direttamente a scagionare il caso Grillo”. E il presidente del tribunale è opportunamente intervenuto per sottolineare il contesto in cui è avvenuta la conversazione fra il comico genovese e il dottor Barili, una chiacchierata fra amici a cena dopo lo spettacolo, nel corso della quale Beppe Grillo ha parlato in generale della sua campagna di critica nei confronti delle grandi aziende”.

Uno dei legali di Tanzi, Fabio Belloni, ha invece stigmatizzato il comportamento del comico perchè, prima di presentarsi in tribunale, è andato a bussare alla villa dell'ex re del latte: insieme a una troupe televisiva voleva intervistarlo. L'avvocato ha chiesto al presidente del collegio giudicante, Eleonora Fiengo, di assumere provvedimenti. ‘"Quello che avviene fuori da quest'aula non è di nostra competenza", ha concluso il giudice.

di Silvio Marvisi e Benedetta Pintus

24 marzo 2009 · Patrizio Oliva

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