Differenza fra banche dati pubbliche e private sui cattivi pagatori

Le Informazioni da Tribunali e Uffici di Pubblicità Immobiliare sono informazioni di fonte pubblica e pertanto accessibili a chiunque.  Invece le centrali rischi private (CRIF, CTC, Experian) o di bankitalia (CR e SIA) rappresentano un sistema di informazioni creditizie basato sulla contribuzione volontaria, da parte degli Enti partecipanti, delle informazioni relative ai finanziamenti richiesti, ottenuti o rifiutati, ed è accessibile esclusivamente ai partecipanti stessi, con obbligo di non diffondere a terzi le informazioni così reperite.

Concludendo possiamo senz'altro affermare che i SIC, vale a dire i Sistemi di Informazioni Creditizie, altro non sono che elenchi  o albi informatizzati organizzati in  banche dati che raccolgono informazioni sui cattivi pagatori intesi come debitori morosi, inadempienti e/o insolventi o ancora protestati e segnalazioni in merito a crediti incagliati o inesigibili ed esposizioni debitorie in  sofferenza.

Se non bastasse nei SIC o Sistemi di Informazioni Creditizie confluiscono anche dati riguardanti lo stato patrimoniale del cattivo pagatore e dunque eventuali ipoteche giudiziali e/o legali su pignoramenti immobiliari subiti o in essere, su sequestri conservativi o sentenze di fallimento.

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6 luglio 2013 · Ornella De Bellis

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  • c0cc0bill 8 settembre 2009 at 18:35

    Dal primo gennaio 2009 sono stati assegnati nuovi compiti di monitoraggio alla Centrale dei rischi, che consistono essenzialmente nel fotografare i rapporti tra banche e clienti per transazioni creditizie a partire da circa 30.000 euro contro i precedenti 75.000.

    Le nuove disposizioni per gli intermediari creditizi danno attuazione ad una delibera del Cicr di settembre 2008 attraverso cui, dal primo gennaio 2009, è stato disposto l'accentramento, presso questa struttura della Banca d'Italia, anche della vigilanza sui crediti tra 30 e 75.000 euro.

    Con queste disposizioni la soglia di vigilanza di Bankitalia scende a partire da circa 30.000 euro, un livello ritenuto adeguato sia in un'ottica di bilanciamento costi-benefici per il sistema creditizio, sia per meglio soddisfare gli obiettivi di vigilanza.

    Queste disposizioni sono il risultato anche di una consultazione pubblica a cui hanno partecipato i rappresentanti degli operatori del mercato, delle imprese e dei consumatori.

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