CRIF Experian CTC - banche dati private sui cattivi pagatori

A queste si aggiungono le Centrali Rischi private, che nascono sulla base di accordi tra Banche e Società Finanziarie per raccogliere ed elaborare i dati relativi ad esposizioni debitorie anche di poche migliaia di Euro. In esse sono contenute informazioni riguardanti anche richieste di carte di credito o acquisti di beni al consumo (il televisore, il pc o l'arredamento di casa).

I principali gestori delle banche dati di informazioni creditizie, che operano nell'ambito del settore del credito al consumo, sono Crif, Experian Information Services, il Consorzio a Tutela del Credito (CTC). La loro attività, oltre che dal Codice deontologico, è disciplinata dalla Legge sulla Privacy (decreto legislativo numero 196/2003).

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su crif experian ctc - banche dati private sui cattivi pagatori.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • c0cc0bill 8 settembre 2009 at 18:35

    Dal primo gennaio 2009 sono stati assegnati nuovi compiti di monitoraggio alla Centrale dei rischi, che consistono essenzialmente nel fotografare i rapporti tra banche e clienti per transazioni creditizie a partire da circa 30.000 euro contro i precedenti 75.000.

    Le nuove disposizioni per gli intermediari creditizi danno attuazione ad una delibera del Cicr di settembre 2008 attraverso cui, dal primo gennaio 2009, è stato disposto l'accentramento, presso questa struttura della Banca d'Italia, anche della vigilanza sui crediti tra 30 e 75.000 euro.

    Con queste disposizioni la soglia di vigilanza di Bankitalia scende a partire da circa 30.000 euro, un livello ritenuto adeguato sia in un'ottica di bilanciamento costi-benefici per il sistema creditizio, sia per meglio soddisfare gli obiettivi di vigilanza.

    Queste disposizioni sono il risultato anche di una consultazione pubblica a cui hanno partecipato i rappresentanti degli operatori del mercato, delle imprese e dei consumatori.

1 2 3