Sistemi di informazioni creditizie (SIC) - Storia del richiedente e capacità di credito

L'accesso al credito per le imprese, così come per le famiglie avviene in base ad alcuni principi molto semplici, che informano il processo di valutazione di concessione. Principalmente, laddove si tratti di credito personale (mutui, credito al consumo, affidamento di conto corrente ecc.), vengono considerati due elementi:

  • la “storia” del richiedente, se cioè nel passato recente il richiedente è sempre stato regolare nel pagamento delle proprie posizioni debitorie, e quindi non abbia subito eventi così detti pregiudizievoli” (ad esempio protesti);
  • la capacità di credito del richiedente, cioè la possibilità economica del richiedente di fare fronte agli oneri derivanti dal rimborso del finanziamento.

La “storia” del richiedente viene usualmente desunta da parte degli Istituti di credito sulla base delle risultanze di banche dati che registrano mancati pagamenti di rate di rimborso di finanziamenti o mutui, protesti cambiari eccetera.

In termini generali la capacità di credito del richiedente è basata su:

  • la sua capacità di produrre un reddito sufficiente per fare fronte con un certo margine agli oneri derivanti dal rimborso del finanziamento concesso;
  • la natura e la continuità dei redditi (lavoro dipendente, lavoro autonomo, o altro);
  • la disponibilità patrimoniale quale garanzia delle obbligazioni (tale valutazione diviene rilevante per finanziamenti di medio-lunga durata e di importo rilevante).

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  • c0cc0bill 8 settembre 2009 at 18:35

    Dal primo gennaio 2009 sono stati assegnati nuovi compiti di monitoraggio alla Centrale dei rischi, che consistono essenzialmente nel fotografare i rapporti tra banche e clienti per transazioni creditizie a partire da circa 30.000 euro contro i precedenti 75.000.

    Le nuove disposizioni per gli intermediari creditizi danno attuazione ad una delibera del Cicr di settembre 2008 attraverso cui, dal primo gennaio 2009, è stato disposto l'accentramento, presso questa struttura della Banca d'Italia, anche della vigilanza sui crediti tra 30 e 75.000 euro.

    Con queste disposizioni la soglia di vigilanza di Bankitalia scende a partire da circa 30.000 euro, un livello ritenuto adeguato sia in un'ottica di bilanciamento costi-benefici per il sistema creditizio, sia per meglio soddisfare gli obiettivi di vigilanza.

    Queste disposizioni sono il risultato anche di una consultazione pubblica a cui hanno partecipato i rappresentanti degli operatori del mercato, delle imprese e dei consumatori.

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