REVISIONE CONGIUNTURALE DEGLI STUDI DI SETTORE

Al fine di tenere conto degli effetti che la crisi economico-finanziaria manifestatasi nel 2008 ha determinato su determinati settori o aree territoriali, l'articolo 8 del decreto legge numero 185/2008 (convertito nella Legge numero 2/2009) ha previsto la possibilità di integrare gli studi di settore anche oltre i termini previsti dall'articolo 1, comma 1 del DPR 195/99.

L'Agenzia delle Entrate, con il comunicato stampa 12.2.2009, ha reso noto il programma delle revisioni degli studi di settore.

L'integrazione:

  • non riguarda tutti gli studi di settore, ma è circoscritta a quei settori economici o aree territoriali in relazione ai quali l'attività di monitoraggio ha rilevato flessioni negative dell'attività determinate dalla crisi;
  • coinvolge sia gli studi di settore revisionati per il 2008, sia quelli già in vigore per i precedenti periodi d'imposta.

Le informazioni necessarie alla predisposizione degli strumenti correttivi più adeguati ad affrontare la crisi sono reperite tenendo conto dei dati della contabilità nazionale, degli elementi acquisibili presso istituti ed enti specializzati nell'analisi economica e delle segnalazioni degli Osservatori regionali per gli studi di settore. Relativamente al periodo d'imposta 2009, il monitoraggio dei dati della crisi sarà effettuato in corso d'anno, tenendo conto anche dei dati risultanti dalle dichiarazioni relative al 2008 (UNICO 2009).

La Commissione di esperti ha approvato la serie di correttivi che adeguano, in sede di applicazione di Ge.Ri.Co. 2009, i risultati degli studi di settore in relazione agli effetti della crisi economica e il Decreto Min. del 19.5.2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17.6.2009 numero 138, ne recepisce i predetti correttivi.

La Commissione di esperti per gli studi di settore ha rilevato che per i professionisti gli eff etti della crisi si manifesteranno in ritardo rispetto a quelli già subiti dalle piccole e medie imprese.

Relativamente a tale categoria di contribuenti, è stata registrata, nell'anno 2008, una diminuzione degli incarichi, ma non necessariamente del volume dei compensi, determinata, probabilmente, all'incasso di somme riguardanti prestazioni svolte negli anni precedenti.

L'evolversi della crisi potrebbe determinare una riduzione delle tariffe unitarie, a causa del minor lavoro, dell'aumento della concorrenza e delle difficoltà economiche della committenza. Da ciò potrebbero conseguire maggiori versamenti in acconto e pagamenti frazionati con effetti distortivi sui risultati di congruità.

Inoltre, i costi rimarranno immutati, nel breve e medio termine, con un conseguente appesantimento degli indici di coerenza  [Limitatamente al periodo d'imposta 2008, coloro che dichiarano, anche a seguito di adeguamento, ricavi o compensi di ammontare non inferiore a quello risultante dall'applicazione degli studi di settore integrati con i correttivi non sono assoggettabili ad accertamento per tale annualità (Circolare numero 29 del 18.06.09, par. 8)].

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