Talvolta è possibile ottenere una dilazione per la conversione del pignoramento

A seguito di recente riforma legislativa in materia, solo in caso di esecuzioni immobiliari, ovvero qualora l'oggetto del pignoramento sia costituito da un bene immobile ( appartamento etc) di proprietà del debitore, è possibile richiedere al Giudice dell'Esecuzione la dilazione del pagamento del credito sino ad un massimo di diciotto rate mensili, che qualora accolta permetterebbe al debitore di pagare il quantum dovuto e determinato dal Giudice, non più in un'unica soluzione, peraltro onerosa, si pensi ad una richiesta di conversione di un credito per il quale il creditore ha proceduto pari ad Euro centomila, ma in diciotto rate mensili agevolando così il debitore nell'estinzione del debito.

Il G.E. con la stessa ordinanza con cui accoglie l'istanza di conversione sospende la vendita del bene e determina le modalità di pagamento nonché l'importo esatto delle rate di conversione. L'importo concordato per la conversione del pignoramento, anche in soluzione rateale, deve confluire in un apposito libretto (intestato alla procedura esecutiva) tenuto e custodito dalla Cancelleria del Giudice dell'Esecuzione. Le somme depositate saranno assegnate al creditore all'avvenuto pagamento dell'ultima rata, su ordine del Giudice disposto in un'apposita udienza di verifica. Il mancato o ritardato pagamento di una delle rate di oltre 15 giorni da quello concordato comporta la decadenza per il debitore esecutato dal diritto di convertire il pignoramento e le somme già versate  entrano a far parte del compendio pignorato.

Avv. Paola Ciciotti

2 novembre 2011 · Simone di Saintjust

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su talvolta è possibile ottenere una dilazione per la conversione del pignoramento.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • arkimede 24 novembre 2012 at 02:33

    Il quinto del pignoramento della pessione come viene calcolato? Ad esempio la pensione che percipisce il pensionato e di 1300 €, il pensionato ha carico la moglie quale somma viene tratenuto il 1/5 parlando di un debito vantato da equitalia? Eventuali creditori si devono accodare dopo soddisfato equitalia? La pensione certamente transita nel conto corrente per evitare di pignorare dell'intera somma del c/c non conviene appogiarsi nella carta di credito inps? Altre soluzioni? Grazie

    • Ornella De Bellis 24 novembre 2012 at 07:28

      La quota di pignoramento esattoriale (Equitalia) dipende dall'importo della pensione percepito dal debitore. Nel suo caso sarà pari ad un decimo della pensione, al netto delle trattenute di legge. Il carico fiscale del coniuge è, in questi termini, ininfluente.

      Eventuali creditori non esattoriali (banche, finanziarie, privati) potranno pignorare un altro quinto, al massimo, della sua pensione. Mentre, nel caso di ulteriori debiti con Equitalia, quest'ultima non potrà accedere a integrare la quota pignorata, ma solo prolungare il piano di rimborso.

      Tuttavia, Equitalia potrà sempre pignorarle il conto corrente sul quale viene accreditata la pensione. Come peraltro sta ormai cominciando a fare nella pratica.

      La soluzione è quella di intestare un conto corrente al coniuge sul quale spostare la pensione accreditata dall'INPS, lo stesso giorno in cui l'importo bonificato diventa prelevabile.

      Nella sezione pignoramento di stipendi e pensioni del sito troverà le eventuali ulteriori informazioni di cui necessita.