Contratti di locazione - la legge attualmente in vigore

La legge attualmente in vigore prevede due possibili modalità di contrattazione: una prima, libera, una seconda strutturata secondo modelli-tipo, frutto di accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative. La durata del contratto varia a seconda si sia scelto il modello a forma libera oppure quello concordato tra associazioni: nel primo caso è prevista una durata minima di quattro anni rinnovabili per ulteriori quattro, mentre nel secondo la durata minima è di tre anni rinnovabili per altri due.

La prescrizione della forma scritta del contratto di locazione appare volta essenzialmente a tutelare l'interesse alla trasparenza del mercato delle locazioni in funzione dell'esigenza di un più penetrante controllo fiscale, esigenza avvertita in modo significativo in un settore dove a causa della precedente disciplina, sottoposta all'equo canone, il fenomeno dell'evasione era divenuto inarginabile. E proprio il collegamento funzionale (anche se non strutturale) tra forma scritta e registrazione del contratto apparve a tuttora appare particolarmente significativo in tal senso.

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  • sunia 26 settembre 2015 at 04:45

    Dopo le battute di arresto rappresentate da pronunce della Corte Costituzionale del 2014 e del 2015, la sentenza della Corte di Cassazione sezioni unite n. 18213/15 introduce principi importanti sulla nullità dei contratti irregolari e sui patti con doppio affitto (minore per il fisco maggio per l'inquilino ) su cui fino ad oggi anche all'interno delle interpretazioni dei Tribunali e delle stesse sezioni della Cassazione c'era incertezza e confusione a tutto vantaggio di chi seguita ad eludere ed evadere le regole, consentendo come giustamente rileva la sentenza della Corte l'assurdità “sul piano etico/costituzionale che una parte possa invocare, dinanzi una Corte Suprema di un Paese europeo, tutela giurisdizionale adducendo impunemente la propria qualità di evasore fiscale”. Giustamente la Corte con la sentenza di ieri richiama l'articolo 13 della Legge 431/98 che vieta e colpisce i patti “contrari alla Legge”. Occorre ripartire da qui per risolvere, tra l'altro i migliaia di casi, degli “esodati dell'affitto” cioè di quegli inquilini che a partire dal 2011 per applicare la Legge hanno denunciato le locazioni illegittime e che oggi rischiano lo sfratto. Questa sentenza può essere un monito anche per il Parlamento che deve riprendere il percorso della lotta seria all'evasione fiscale nel settore della locazione.