Il nuovo contratto a progetto Co.co.pro. » Incidenza nel pubblico impiego

Il decreto legislativo 276/2003, legge Biagi, aveva esplicitamente escluso dalla propria disciplina le collaborazioni coordinate e continuative rese nella Pubblica Amministrazione; infatti, in ragione del principio di buon andamento che regola la Pubblica Amministrazione, l'accesso alla stessa è riservato esclusivamente ai vincitori di concorso pubblico ai sensi dell'articolo 97 della Costituzione: disposto inderogabile, salvo riforma costituzionale (che non c'è mai stata).

Sul punto è stata fondamentale la sentenza Corte Cost., 27.3.2003, numero 89.

Questo comporta che una collaborazione coordinata e continuativa in una P.A., anche in assenza di un valido progetto, non può - e non avrebbe comunque potuto - trasformarsi in rapporto di lavoro a tempo indeterminato: un collaboratore, ad esempio, che sollevi una questione di tale genere innanzi al Giudice del lavoro, infatti, finirebbe con ottenere solo una qualche forma di risarcimento. Risarcimento che, eventualmente, potrebbe essere commisurato alle retribuzioni spettanti sino alla data di scadenza effettiva del rapporto di collaborazione.

In questa stessa direzione il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri si è espresso con la circolare del 15 luglio 2004 ed ha ulteriormente rilevato che “…con riferimento ai “co.co.co.”, la norma generale di cui al secondo comma dell'articolo 36 del decreto legislativo 165/2001 impedisce a priori (indipendentemente dall'applicabilità senz’altro da escludersi del decreto legislativo 276/2003 alla pubblica amministrazione) l'operatività di qualsivoglia meccanismo di automatica conversione del rapporto in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, come invece stabilito per il settore privato dall'articolo 69 decreto legislativo 276/2003.

L'articolo 36 citato, infatti, stabilisce che la violazione di disposizioni imperative riguardanti l'assunzione o l'impiego di lavoratori, da parte delle pubbliche amministrazioni, non può comportare la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato con le medesime pubbliche amministrazioni”.

La Riforma Fornero, lasciando a successivi decreti la possibilità di eventuali modifiche, non ha introdotto novità per quanto riguarda le collaborazioni coordinate e continuative nel pubblico impiego che, quindi, continuano a seguire la precedente disciplina: non è richiesto alcun progetto, ed una eventuale controversia che accerti la natura subordinata del rapporto di lavoro poterà, come unica conseguenza, il diritto al risarcimento del collaboratore. Rimane esclusa, pertanto, la conversione del rapporto.

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