Contratto di locazione a canone concordato

I contratti di locazione a canone concordato devono rispettare le condizioni contrattuali previste in appositi accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni maggiormente rappresentative della proprietà edilizia e dei conduttori, depositati presso ogni Comune dell'area territorialmente interessata.

Ciò, con canoni che devono essere compresi entro limiti minimi e massimi, determinati sulla base di accordi raggiunti in sede locale tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini, valutati in base alle zone ed alle caratteristiche degli appartamenti, con presenza o meno di requisiti vari.

Più precisamente:

  1. durata minima del contratto: 3 anni + 2; (è anche previsto 4+2. 5+2, e 6+2)
  2. entità del canone: fissata dall'accordo territoriale tra Sindacati degli inquilini e Associazioni dei proprietari (dipende da comune a comune).
  3. possibilità indicizzazioni annuali del canone fino al massimo del 75% dell'Istat Foi
  4. agevolazioni fiscali per il proprietario: imposta di Registro ridotta del 30%, Irpef sul 65% del canone annuo, IMU ridotta (dipende da comune a comune).

  5. agevolazioni fiscali per gli inquilini: se il reddito non supera € 15.493,71: detrazione Irpef di € 495,80, se il reddito è compreso tra € 15.493,71 e € 30.987,41, la detrazione è di € 247,90; per i giovani in età compresa fra i 20 anni e i 30 anni che hanno stipulato un contratto di locazione per l'unità immobiliare da destinare a propria abitazione principale, è prevista una detrazione fiscale di € 991,60 se il reddito complessivo non supera € 15.493,71 e spetta solo per i primi tre anni della locazione.
  6. è possibile la tassazione separata con la cd cedolare secca (ora si paga il 15% sull'intero canone e non si pagano imposte registro e bolli ma non vi è più la rivalutazione Istat).

Il canone annuo è stabilito in base a tali accordi e la durata è fissata in un minimo di 3 anni, con una proroga di altri due se non sussistono particolari necessità del locatore.

Se si esercita la facoltà di disdetta in modo illegittimo il conduttore ha diritto al risarcimento dei danni in misura non inferiore a trentasei mensilità di canone pagato.

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