Altre disposizioni normative sui contratti di assicurazione contro i danni

I contratti di assicurazione contro i danni sono regolati da alcune particolari disposizioni di legge, che vedremo in questo paragrafo.

Innanzitutto, se si manifesta l'evento per cui si è assicurati di esso va data comunicazione alla compagnia di assicurazione entro massimo tre giorni da quando se ne è venuti a conoscenza.

L'assicurato è esentato da questo obbligo solo se la compagnia è intervenuta entro lo stesso termine con operazioni di salvataggio o con una constatazione. Il mancato avviso causa la perdita del diritto al rimborso.

Se il rischio oggetto del contratto non esiste o cessa di esistere prima della conclusione dello stesso, il contratto è nullo. Se il rischio cessa di esistere dopo la conclusione del contratto quest'ultimo si scioglie, ma la compagnia di assicurazione ha diritto al pagamento dei premi fino al momento in cui le viene comunicata la cessazione del rischio o venga in altro modo a conoscenza della stessa. I premi relativi al periodo di assicurazione in corso al momento della comunicazione (o della conoscenza) sono dovuti per intero.

Se il rischio cessa di esistere prima che si attivino gli effetti dell'assicurazione (differiti rispetto alla conclusione del contratto), alla compagnia è dovuto solo il rimborso delle spese.

Riguardo, invece, la diminuzione del rischio, se il contraente comunica alla compagnia di assicurazione l'esistenza di cambiamenti che determinino una diminuzione del rischio il premio potrebbe abbassarsi, o il contratto risolversi (a scelta della compagnia).

Ciò a condizione che la modifica sia tale che, se conosciuta al momento della conclusione del contratto, avrebbe determinato l'effettiva attribuzione di un premio più basso.

Il nuovo e più basso premio viene applicato, nel caso, alla scadenza del premio (o della rata di premio) successiva alla comunicazione. Se la compagnia decide invece di risolvere il contratto può farlo entro due mesi dalla comunicazione, con una comunicazione da inviare al contraente che ha effetto dopo un mese.

Per quanto concerne il contrario, ovvero l'aggravamento del rischio, il contraente è obbligato a darne immediato avviso alla compagnia di assicurazione. Si tratta di tutti i casi che non avrebbero consentito l'assicurazione (se avvenuti e conosciuti prima della sottoscrizione della stessa) o che l'avrebbero consentita per un premio più elevato. Conseguentemente la compagnia di assicurazione può recedere dal contratto (con comunicazione scritta da inviare entro un mese dalla ricezione dell'avviso o dalla conoscenza del fatto avvenuta in altro modo).

Nel caso in cui l'aggravamento del rischio avrebbe determinato un premio maggiore, il recesso ha effetto dopo 15 giorni, altrimenti ha effetto immediato. Se l'evento assicurato si verifica entro i 15 giorni la somma dovuta dalla compagnia è ridotta in considerazione dell'aggravamento del rischio, quindi del premio (maggiore) che sarebbe stato fissato se il maggior rischio fosse stato conosciuto al momento della sottoscrizione del contratto.

I premi di assicurazione relativi al periodo in corso al momento in cui avviene il recesso sono dovuti.

Veniamo ora alle colpe gravi dell'assicurato: non c'è obbligo di pagamento a carico della compagnia di assicurazione se l'evento coperto dalla polizza è cagionato da dolo o colpa grave dell'assicurato o del beneficiario, a meno che non vi sia un patto contrario. Se invece il dolo o la colpa grave sono attribuite alle persone dei cui atti l'assicurato deve rispondere il pagamento è dovuto.

Ugualmente l'obbligo sussiste se nel causare l'evento l'assicurato o il beneficiario hanno compiuto atti di dovere di solidarietà umana o di tutela degli interessi comuni.

Va ricordato poi, proseguendo, che se l'assicurazione riguarda un bene, la compagnia di assicurazione non rimborsa il danno prodotto da un vizio intrinseco del bene stesso, se questo non gli risulta comunicato e se non c'è un patto contrario.

Se il vizio ha solo aggravato il danno la compagnia non risponde di tale aggravamento, quindi in altre parole rimborsa il danno nella misura in cui si sarebbe manifestato se non vi fosse stato il vizio. Sono salvi, anche in questo caso, gli eventuali patti contrari.

Sempre nelle polizze che coprono un bene, a questo, in caso di danneggiamento, non può essere attribuito un valore superiore a quello che aveva al tempo dell'evento che lo ha danneggiato. Sul contratto tuttavia un valore può essere attribuito con una stima (diversa e più specifica dalla semplice dichiarazione di valore).

Successivamente, la eventuale vendita dei beni assicurati non è causa di scioglimento del contratto di assicurazione. Il contraente deve avvisare la compagnia della vendita e l'acquirente dell'esistenza della copertura assicurativa; se non lo fa sono a suo carico i premi che scadono dopo la vendita.

I diritti e gli obblighi dell'assicurato passano all'acquirente a meno che quest'ultimo, entro 10 giorni dalla scadenza del premio successivo alla vendita, dichiari alla compagnia, con raccomandata, che non intende subentrare nel contratto. In questo caso alla compagnia spetta, come ultimo premio, quello relativo al periodo di assicurazione in corso.

Anche la compagnia può recedere dal contratto, entro 10 giorni da quando ha avuto notizia della vendita, dando un preavviso di 15 giorni con raccomandata.

Concludendo, Il diritto (della compagnia di assicurazione) al pagamento delle rate di premio si prescrive in un anno dalle singole scadenze.

Per tutti gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione (compreso quello dell'assicurato di avviare azioni per la riscossione dei rimborsi) la prescrizione è di due anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda (evento assicurato).

Ricordiamo che la prescrizione si interrompe,e riparte, anche solo con invio o ricezione di una raccomandata a/r (o mail certificata via PEC) di contestazione/sollecito.

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Commenti e domande dei lettori

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  • bender 22 dicembre 2015 at 17:32

    Salve, la mia compagnia di assicurazione, per la liquidazione del furto del navigatore satellitare, mi richiede obbligatoriamente la fattura del nuovo navigatore da installare. Tale procedura è legittima o, come nel caso dei risarcimenti danni da sinistri stradali la compagnia è tenuta a pagarmi lo stesso (anche senza fattura, ovviamente non corrispondendomi l'iva)?

    • Simone di Saintjust 22 dicembre 2015 at 19:01

      L'assicurazione contro il furto del navigatore satellitare rientra nelle coperture rischi diverse dalla responsabilità civile auto che, come noto, è obbligatoria per legge. Pertanto le procedure per il rimborso dei danni subiti dal contraente sono lasciate alla libera contrattazione fra le parti. In particolare, vanno esaminate le clausole contrattuali che, di solito, dimezzano la franchigia dietro esibizione della fattura di riacquisto del bene assicurato oggetto di furto o in seguito a reinstallazione dello stesso presso centri convenzionati con la compagnia di assicurazione.