Morte del contitolare di conto corrente a firma disgiunta

Nel caso di cointestazione del conto corrente a firma disgiunta, l'evento morte di uno dei contitolari non porta allo scioglimento del rapporto.

Pertanto, nel caso di conto corrente cointestato a firma disgiunta, il cointestatario superstite può continuare ad utilizzare il conto dovendosi riconoscere una piena continuità, pure successivamente alla morte di uno dei cointestatari, dell'efficacia del patto di firma disgiunta e quindi della potestà di compiere operazioni disgiuntamente anche oltre le rispettive quote.

Peraltro, la Corte di cassazione ha chiaramente affermato (seppure in tema di deposito bancario) che nel caso in cui il deposito bancario sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere, sino alla estinzione del rapporto, operazioni, attive e passive, anche disgiuntamente, si realizza una solidarietà dal lato attivo dell'obbligazione, che sopravvive alla morte di uno dei contitolari, sicché il contitolare ha diritto di chiedere, anche dopo la morte dell'altro, l'adempimento dell'intero saldo del libretto di deposito a risparmio e l'adempimento così conseguito libera la banca verso gli eredi dell'altro contitolare.

In conclusione, nel caso di morte o di sopravvenuta incapacità di agire di uno dei cointestatari del conto corrente, ciascuno degli altri cointestatari conserva il diritto di disporre separatamente sul conto. Analogamente lo conservano gli eredi del cointestatario che saranno però tenuti ad esercitarlo tutti insieme (in comunione) ed il legale rappresentante dell'interdetto o inabilitato.

Fermo restando, naturalmente, il diritto per il contitolare superstite del conto corrente a firma disgiunta di chiedere, anche dopo la morte dell'altro, l'adempimento dell'intero saldo; l'adempimento così conseguito libera la banca anche verso gli eredi dell'altro contitolare.

Le considerazioni fin qui svolte trovano riscontro nella giurisprudenza della Corte di cassazione (sentenze numero 640/2000 e 15231/2002) nonché in quella dell'Arbitro Bancario Finanziario (decisioni numero 1557/10, 2415/13, 1673/13 e 1576/13).

31 maggio 2015 · Tullio Solinas

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