Le problematiche di Rid, F24 ed esecuzione degli incarichi nel rapporto di conto corrente

Secondo la disposizione legislativa la banca risponde dell'esecuzione degli incarichi che le siano stati conferiti dal correntista o da altro cliente secondo le regole in tema di mandato.

Secondo la dottrina e la giurisprudenza, il grado di diligenza cui è tenuto l'intermediario nell'esecuzione delle disposizioni impartite dal cliente è da individuare nella diligenza dell'accorto banchiere.

L'Arbitro ha ritenuto adeguato l'avviso relativo alla mancata esecuzione dell'incarico contenuto in una pagina di assistenza al cliente, inserita all'interno della procedura utilizzata per la
trasmissione dell'ordine, nella quale venivano rese note le ragioni per cui l'operazione non era andata a buon fine.

Inoltre, l'Arbitro si è pronunciato in più occasioni sulla responsabilità degli intermediari in relazione alla mancata o inesatta esecuzione dell'ordine di pagamento impartito dal cliente, con specifico riguardo all'ipotesi in cui quest'ultimo abbia fornito all'intermediario un IBAN inesatto.

Alla fattispecie è applicabile la normativa in materia di servizi di pagamento, la quale dispone che se un ordine di pagamento è eseguito conformemente all'identificativo unico, esso si ritiene eseguito correttamente per quanto concerne il beneficiario e/o il conto indicato dall'identificativo unico. Correlativamente, se l'identificativo unico fornito dall'utilizzatore è inesatto, il prestatore di servizi di pagamento non è responsabiledella mancata o inesatta esecuzione dell'operazione di pagamento.

La norma precisa che il prestatore è responsabile solo dell'esecuzione dell'operazione di pagamento in conformità con l'identificativo unico fornito dall'utilizzatore anche qualora quest'ultimo abbia fornito informazioni ulteriori rispetto all'identificativo unico.

La Banca d'Italia prevede che l'utilizzatore, nell'impartire l'ordine di pagamento, deve fornire al proprio prestatore di servizi l'identificativo unico della controparte del pagamento e deve prestare particolare attenzione a che il codice fornito sia esatto.

La normativa stabilisce una presunzione di corretta esecuzione dell'ordine di pagamento ed esclude la responsabilità dell'intermediario per eventuali errori nella comunicazione dell'identificativo unico (IBAN).

L'esenzione di responsabilità opera anche quando il cliente ha fornito informazioni aggiuntive rispetto all'IBAN.

Sul piano generale, la fattispecie in esame è inquadrata dai Collegi nell'istituto dell'indebito soggettivo: di conseguenza, per la restituzione il cliente dovrà rivolgersi al terzo al quale le somme sono state effettivamente accreditate, secondo le ordinarie regole civilistiche.

Come noto, con la procedura RID (rapporto interbancario diretto) il cliente autorizza l'intermediario a eseguire ordini di addebito impartiti da un terzo, sulla base di un rapporto di fornitura (si pensi alla domiciliazione bancaria delle utenze domestiche) o di finanziamento (rimborso di prestiti personali, restituzione di somme utilizzate attraverso carte di credito, rimborso di rate di mutuo, ecc.).

Nel caso in cui l'intermediario proceda ad addebiti in mancanza dell'autorizzazione da parte del cliente, quest'ultimo ha diritto a chiedere il rimborso nei 13 mesi successivi.

In argomento, in linea con la giurisprudenza di legittimità l'Arbitro ha ritenuto che il diniego opposto dalla banca al trasferimento del RID presso altro intermediario, ove non sorretto da adeguata giustificazione, viola il principio di buona fede e correttezza. Incombe sul ricorrente l'onere di provare di aver inoltrato all'intermediario la richiesta di trasferimento della domiciliazione.

Spetta alla banca dimostrare l'eventuale impossibilità di procedere ai pagamenti attraverso la modalità concordata. Il pagamento mediante RID integra infatti una delega concessa dal cliente alla banca a eseguire addebiti automatici sul proprio conto corrente. Nel momento in cui la banca accetta tale delega, si assume la responsabilità di effettuare tempestivamente i medesimi pagamenti.

In tema di pagamento dei tributi mediante modello F24, è stata più volte affermata la non censurabilità della condotta dell'intermediario che abbia rinviato l'esecuzione dell'ordine al primo giorno utile lavorativo, anche se successivo alla scadenza prevista per il pagamento.

Si è inoltre osservato che il pagamento mediante modello F24 configura un'ipotesi di delegazione di pagamento, che può essere revocata dal delegante fino a quando l'intermediario non abbia assunto l'obbligazione nei confronti del beneficiario del pagamento stesso.

Peraltro, laddove l'ordine di addebito venga impartito attraverso procedure esterne, quali gli strumenti telematici resi disponibili dall'Agenzia delle Entrate, modalità e termini della revoca vanno individuati sulla base delle disposizioni che regolano il rapporto con tale soggetto, in quanto l'intermediario non ha alcuna possibilità di intervenire sulle procedure utilizzate dal cliente.

In materia di esecuzione degli ordini di pagamento, l'ABF ha affrontato anche i profili di responsabilità conseguenti al rispetto degli obblighi di adeguata verifica della clientela e di astensione dal compimento di operazioni sospette. Qualora i soggetti destinatari della disciplina non siano in grado di rispettare tali obblighi ovvero non siano in grado di ottenere le informazioni richieste sul cliente e sulla natura e scopo del rapporto continuativo, il decreto vieta all'intermediario di eseguire le operazioni richieste, consentendogli altresì di porre fine al rapporto continuativo o alla prestazione professionale già in essere.

È stata così esclusa la responsabilità di un intermediario che aveva proceduto al blocco del conto corrente intestato a un cliente che non aveva regolarmente evaso la richiesta di produzione di un documento di identità in corso di validità.

In tale occasione è stata evidenziata la necessità, per la banca, di procedere, in caso di rapporti cointestati, ad informare tempestivamente tutti i cointestatari dell'avvenuto blocco di operatività del conto corrente.

Analogamente, l'ABF ha escluso qualsiasi profilo di responsabilità in capo ad altro intermediario che, dopo aver ricevuto la richiesta di prenotazione di un prelievo in contanti di importo significativo, aveva provveduto a effettuare le necessarie verifiche, all'esito delle quali non riteneva di poter dare seguito all'operazione di prelievo.

18 dicembre 2014 · Giovanni Napoletano

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