La panoramica sui rapporti di conto corrente

L'Arbitro Bancario Finanziario, come accennato, si è frequentemente occupato di controversie riguardanti i rapporti di conto corrente.

Come noto, il conto corrente è un contratto con il quale la banca svolge un servizio di cassa per il cliente: custodisce i suoi risparmi e gestisce il denaro, offrendo una serie di servizi (versamenti, prelievi e pagamenti nei limiti del saldo disponibile).

Al conto corrente sono di solito collegati, dietro pagamento di commissioni e spese, altri servizi (carte di debito e di credito, assegni, bonifici, domiciliazioni di bollette, fidi).

Le disposizioni di trasparenza della Banca d'Italia sono volte ad assicurare che i potenziali clienti ricevano, prima dell'apertura di un conto corrente, informazioni chiare e complete circa la natura e gli effetti del contratto che intendono sottoscrivere, i servizi di cui potranno beneficiare, i relativi costi.

Coloro che si accingono ad aprire un conto corrente hanno diritto a ottenere, prima della stipula, una copia completa del contratto.

Le condizioni indicate devono essere coerenti con quelle pubblicizzate dalla banca con la documentazione di trasparenza; le condizioni effettivamente praticate devono poi rispecchiare quelle previste dal contratto.

L'utilizzo delle somme presenti sul conto può avvenire attraverso strumenti di pagamento che evitano l'uso del denaro contante, quali l'assegno bancario, le carte di debito (bancomat) e di credito ovvero attraverso disposizioni impartite alla banca (bonifici, giroconti, ordini di pagamento).

Tra queste assume rilevanza la procedura RID, con la quale il cliente autorizza l'intermediario a eseguire ordini periodici di addebito impartiti da un terzo (si pensi ad es. alla domiciliazione bancaria di utenze domestiche ovvero al rimborso di rate di mutuo o alla restituzione di somme utilizzate attraverso carte di credito).

Con riferimento alla condotta precontrattuale, l'ABF ha contestato all'intermediario di aver ritardato l'apertura del conto, impedendo in tal modo al cliente di beneficiare delle condizioni più favorevoli pubblicizzate in offerte promozionali giunte nel frattempo a scadenza.

È stato inoltre censurato il comportamento di intermediari che hanno aperto un conto corrente violando la norma che impone la forma scritta.

In tema di cointestazione del conto, è stato poi affermato che, in assenza di specifiche previsioni contrattuali, i titolari vi possono operare solo congiuntamente.

È stato inoltre deciso che il pignoramento su somme depositate in un conto corrente cointestato può riguardare unicamente la quota riconducibile al soggetto pignorato, ove il cointestatario sia un soggetto estraneo ai fatti che hanno dato origine al pignoramento.

L'Arbitro ha valutato le ipotesi in cui l'intermediario possa essere considerato responsabile per lo svuotamento del conto corrente da parte di uno dei cointestatari con poteri di firma disgiunta.

L'intermediario è stato ritenuto responsabile nei casi di prelievo effettuato in un'unica operazione, con conseguente azzeramento del conto e contestuale versamento in altro conto. È stato invece respinto il ricorso quando lo svuotamento è stato effettuato mediante numerose operazioni di diversa natura (bonifici, assegni, trasferimento titoli).

La morte del correntista, secondo l'orientamento consolidato dell'ABF, dà luogo all'estinzione del rapporto di conto corrente. In caso di pluralità di eredi, il saldo attivo entra a far parte della comunione ereditaria e, per la sua liquidazione, occorre una disposizione congiuntamente impartita dai coeredi.

Diverse sono, invece, le conseguenze derivanti dal decesso del contitolare di un conto a firma disgiunta: in tal caso, non si verifica lo scioglimento del rapporto e il cointestatario superstite può continuare a utilizzare il conto anche oltre la sua quota.

In diverse decisioni l'Arbitro si è pronunciato su richieste di esibizione della documentazione bancaria. Questo diritto è stato riconosciuto al successore del cliente deceduto, anche in assenza di una precisa indicazione degli estremi del rapporto; è stato ritenuto sufficiente che l'interessato fornisca alla banca gli elementi indispensabili per consentire l'individuazione dei documenti richiesti.

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